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Marulla, il Cosenza scrive al Comune: «Atti che portano alla retrocessione in Eccellenza»

Dopo la sospensione della convenzione e la revoca della licenza d'uso dello stadio, la società rossoblù diffida Palazzo dei Bruzi: i provvedimenti inibiscono l'iscrizione alla Serie C e sarebbero «prodromici» alla retrocessione. E punta il dito sulla riunione in Prefettura del 10 giugno. A 48 ore dalla scadenza del 16.

La partita sullo stadio San Vito-Gigi Marulla si sposta sul terreno della carta bollata. Con una lettera formale indirizzata al Comune di Cosenza, la società rossoblù alza il livello dello scontro e mette nero su bianco un avvertimento pesante: i provvedimenti adottati da Palazzo dei Bruzi sull’impianto, sostiene il club, rischiano di tradursi nella mancata iscrizione al campionato e, a cascata, nella retrocessione in Eccellenza.

I due provvedimenti contestati

Nella missiva la società prende atto di due atti distinti e ravvicinati: l’11 giugno 2026 la sospensione della convenzione relativa alla locazione dello stadio, e il 12 giugno la revoca della licenza d’uso dell’impianto. Due passaggi che, di fatto, chiudono al Cosenza le porte del proprio stadio in vista della prossima stagione.

Il nodo della riunione in Prefettura

Il cuore dell’argomentazione del club riguarda però una presunta contraddizione. La società evidenzia che il 10 giugno, durante l’incontro in Prefettura convocato per verificare le condizioni di svolgimento delle gare di serie C al Marulla, i tecnici del Comune presenti non avrebbero sollevato le criticità poste oggi a fondamento dei provvedimenti. In altre parole: ciò che due giorni prima non era stato segnalato, sostiene il Cosenza, è diventato improvvisamente l’ostacolo dirimente.

L’avvertimento: «Atto prodromico alla retrocessione»

Da qui l’affondo più netto. Facendo «salva ogni riserva» — formula che lascia intendere la possibilità di azioni legali — la società sostiene che simili iniziative, inibendo l’iscrizione al campionato di serie C, costituiscano un atto prodromico alla mancata iscrizione e quindi alla retrocessione della squadra in Eccellenza. Un’accusa che, tradotta, equivale a dire: così facendo, è il Comune a spingere il Cosenza fuori dai professionisti.

Il tono, però, non è solo di scontro. Il club invita l’amministrazione a ponderare attentamente le proprie scelte e manifesta la massima disponibilità a coordinarsi per rimuovere qualsiasi causa che possa inibire il regolare svolgimento dell’attività calcistica, ricordando che il 16 giugno scadono i termini per l’iscrizione.

Lo scenario

La lettera si inserisce in un quadro ormai incandescente. Da un lato la società ha già presentato istanza al Comune di Messina per usare lo stadio “Franco Scoglio” come impianto alternativo, proprio per non restare senza un campo omologato da indicare nella domanda d’iscrizione. Dall’altro resta aperto il fronte societario, con l’offerta del gruppo guidato da Vincenzo Rota per l’acquisizione del club e una proprietà finora ferma sulle proprie posizioni. Sullo sfondo, la pressione di una piazza in contestazione e una serie di provvedimenti comunali maturati in un clima di forte tensione istituzionale.

Ora il pallone torna nel campo di Palazzo dei Bruzi. A poche ore dalla scadenza del 16 giugno, l’amministrazione dovrà decidere se mantenere la linea dura sui provvedimenti o aprire al coordinamento richiesto dalla società. Una cosa è certa: tra suspension, revoche e diffide, il futuro del Cosenza si gioca ormai più negli uffici e tra gli avvocati che sul rettangolo verde.

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