La Corte di giustizia tributaria di Cosenza ha dato ragione al Comune nella vertenza sulla TARI dello stadio. L’imposta richiesta al Cosenza Calcio per l’utilizzo del San Vito-Marulla negli anni dal 2019 al 2023 supera il milione di euro, e i giudici hanno riconosciuto la legittimità dell’operato dell’ente e dei suoi uffici, rigettando il ricorso del club.
A darne notizia è stato il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca, che ha pubblicato sui social il primo foglio della sentenza, parlando di ennesimo ricorso respinto. Da via Conforti, intanto, fanno sapere che l’impugnazione è già pronta: la vicenda andrà al secondo grado.
Il conto che si allunga
Questa somma non arriva da sola. Va messa accanto a tutto il resto del contenzioso che da mesi vede contrapposti la società e Palazzo dei Bruzi, e che ormai copre ogni aspetto del rapporto tra il club e il suo stadio.
C’è la sospensione della convenzione, decisa dal Comune dopo la relazione tecnica che dichiarava incompatibili cantiere e attività sportiva: il TAR aveva respinto la sospensiva del club, il Consiglio di Stato aveva poi riformato in sede cautelare. C’è il ricorso con cui la società aveva chiesto un milione di euro al Comune. C’è la questione del manto erboso, con il club che ritiene spetti all’amministrazione intervenire sull’impianto di irrigazione e Palazzo dei Bruzi che sostiene l’opposto, sulla base della convenzione firmata nell’agosto del 2023. E c’è il credito da 2,1 milioni che il Cosenza sostiene di vantare verso il Comune, che l’avvocatura comunale ritiene inesistente, e che in estate è stato uno degli ostacoli della trattativa di cessione.
Adesso si aggiunge una TARI da oltre un milione riconosciuta come dovuta in primo grado.
Perché conta più di una sentenza tributaria
Perché questa cifra non riguarda solo il passato: riguarda il prezzo del club.
Chi compra una società ne compra anche le passività. Nelle stime circolate durante la trattativa dell’estate l’esposizione complessiva del Cosenza era indicata tra i sette e i nove milioni, e il gruppo interessato era disposto ad accollarsela entro un perimetro definito. Quel perimetro, però, si definisce sulla base di quello che è certo. Una vertenza fiscale ancora aperta è esattamente il tipo di voce che un acquirente non sa come valutare: se vince il club, vale zero; se vince il Comune, vale più di un milione.
Il primo grado dice che oggi, su quella voce, l’ipotesi peggiore è quella più probabile.
E c’è l’altra faccia della medaglia, che riguarda chi quel credito lo vanta. La società sostiene di dover ricevere 2,1 milioni dal Comune; il Comune sostiene di doverne ricevere più di uno dalla società. Nessuna delle due posizioni è stata finora certificata in via definitiva, ma una delle due ha appena incassato un primo verdetto favorevole.
Il contesto
Tutto questo mentre la squadra è penultima con due punti in otto giornate, gioca le partite casalinghe allo Scida di Crotone a porte chiuse, e la trattativa per la cessione è naufragata per la quinta volta.
Stasera alle 20.30, intanto, si gioca a Picerno: prima partita stagionale in prima serata, con il rientro di Pascalau dalla nazionale rumena e il direttore sportivo Lucioni di nuovo operativo dopo l’inibizione.
Sul campo e fuori, il Cosenza continua a giocare due partite contemporaneamente. Finora non ne ha vinta nessuna.

