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Cosenza Calcio, trattativa saltata con la cordata canadese insieme all’imprenditore Rota: un “film già visto”

Distanza economica tra domanda e offerta, ma il vero nodo sono i documenti contabili non ancora consegnati da Guarascio. Con la cordata canadese c'è anche l'imprenditore locale Vincenzo Rota

COSENZA – Una trattativa infinita, l’ombra dei fantasmi del passato e una tifoseria che aspetta risposte. Il passaggio di mano del Cosenza Calcio sembra essersi nuovamente arenato in un vicolo cieco fatto di silenzi, distanze economiche e, soprattutto, nodi burocratici invalicabili.

Come riportato dal quotidiano online Quicosenza.it, l’ambizioso progetto della cordata canadese per rilevare l’intero pacchetto azionario del club rossoblù non è un’iniziativa isolata oltreoceano. Al fianco degli investitori nordamericani si sarebbero infatti schierati alcuni importanti imprenditori del territorio cosentino. Tra questi spicca il nome di Vincenzo Rota, alla guida del noto Salumificio San Vincenzo e già storico sponsor della società in passato.

Un progetto da “ritorno alla normalità”

I contatti tra le parti non sono una novità dell’ultima ora: i colloqui vanno avanti da mesi tra la cordata e l’attuale dirigenza, guidata dal Presidente Eugenio Guarascio e dall’amministratrice unica Rita Rachele Scalise. C’era stato persino un faccia a faccia a Milano in occasione dell’evento fieristico Tutto Food.

L’obiettivo dei potenziali acquirenti era chiaro: restituire stabilità e “normalità” a una piazza blasonata, reduce da gestioni sportive definite fin troppo vicine al dilettantismo. Il piano di rilancio prevedeva persino infrastrutture mirate, come l’Hotel Virginia di Casole Bruzio (acquistato da Rota due anni fa) da trasformare in un centro sportivo all’avanguardia, rievocando i fasti degli anni ’90 della gestione Pagliuso.

Il nodo contabile: nessun incontro dal notaio

Nonostante l’attesa per una imminente fumata bianca, l’ultima settimana si è chiusa con un nulla di fatto. Nessuna firma davanti al notaio, ma solo l’ennesimo vertice interlocutorio nel quartier generale di Ecologia Oggi a Lamezia Terme. I motivi dello stallo sono principalmente due: una forte distanza economica tra la domanda di Guarascio e l’offerta dei canadesi e la mancanza di trasparenza sui conti: fino all’ultimo incontro, la dirigenza del Cosenza non aveva ancora fornito la documentazione contabile ufficiale richiesta dai consulenti degli acquirenti. Altro che trattenere il 10 o il 20% di quote.

In pratica un copione che a Cosenza sa di clamoroso déjà-vu, richiamando alla mente i tentativi falliti lo scorso anno con Oliva, la cordata umbra e l’imprenditore Alfredo Citrigno.

Tempi stretti e scadenze: closing rinviato al prossimo anno

Fonti vicine alla trattativa fanno sapere che, anche se il Presidente Guarascio dovesse consegnare tutti i bilanci nei prossimi giorni, un eventuale closing (la chiusura definitiva dell’accordo) non avverrebbe prima del prossimo anno. I tempi tecnici per l’analisi dei dati e quelli legati all’imminente stagione calcistica sono ormai incompatibili.

La realtà dei fatti impone di guardare alle scadenze della Serie C alle porte: completare l’iscrizione al campionato, risolvere il nodo del nulla osta per lo stadio “San Vito-Marulla”, In più mancano figure chiave del Direttore Sportivo (con Roma in attesa di un incontro) e dell’allenatore per allestire la squadra.

Sullo sfondo restano i pesanti interrogativi di una piazza stanca. Tifosi e istituzioni, ormai da tempo schierati per la svolta, si chiedono se l’ostinazione di Guarascio nel non cedere la società sia legata a dinamiche economiche non ancora emerse o a una prova di forza contro una tifoseria che lo contesta ormai da anni.

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