HomeCosenza CalcioCosenza, la telenovela continua

Cosenza, la telenovela continua

La proprietà del Cosenza, tramite i legali, ribalta la versione di Rota sulla trattativa fallita: «Risposta data, chiesti i nomi degli acquirenti, ma ignorati».

Dopo l’annuncio del fallimento della trattativa da parte di Vincenzo Rota, e il successivo intervento dell’avvocato Carratelli, la proprietà del Cosenza Calcio rompe il silenzio e capovolge il racconto. Con una nota affidata ai legali Francesco Caputo, Alessio De Bartolo e Francesco De Sensi, il club intende “fare chiarezza” sulla fase embrionale dell’operazione, respingendo l’accusa di aver chiuso le porte.

Il punto centrale della ricostruzione è un cambio di scenario in corsa. Secondo i legali, Rota aveva inizialmente firmato l’accordo di riservatezza nella sua veste di amministratore della San Vincenzo Srl, soggetto verso il quale la proprietà aveva manifestato “positiva adesione” alla prosecuzione del confronto. Il 15 giugno, però, una missiva firmata dagli altri soci dell’azienda — Concetta, Stefania e Umberto Rota — avrebbe chiarito che l’iniziativa era da considerarsi avviata da Vincenzo Rota a titolo personale, e non per conto della società.

Di fronte a questo mutamento, prosegue la nota, il 17 giugno l’avvocato De Sensi ha chiesto formalmente di conoscere le persone fisiche o giuridiche realmente interessate ad acquistare il club: una condizione, scrive, “necessaria per avviare e concludere positivamente la cessione delle quote”. Richiesta ribadita il giorno seguente, per consentire la firma di un nuovo accordo di riservatezza vincolato ai veri componenti della cordata.

Da qui la smentita più netta: “Non è vero che non è stata data risposta a Vincenzo Rota”, anzi — gli sarebbero stati chiesti i nominativi degli acquirenti, e quella richiesta “è stata ignorata”. La proprietà chiude ribadendo la “piena disponibilità a cedere la società”, ma non ad accettare condizioni “non coerenti con una lineare trattativa o volte ad assecondare forzature o condizionamenti”.

Una versione che contraddice frontalmente quella della cordata, e che sposta sul fronte opposto la responsabilità della rottura. Resta il fatto, però, che il risultato non cambia: la trattativa è saltata, il club è in Serie C e senza compratore. E una piazza ormai esausta, più che alle ricostruzioni incrociate, guarda all’unica cosa che conta: un futuro che continua a non arrivare.

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