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Castrolibero, la grande iniziativa di solidarietà del gruppo Branco nel nome di Padre Fedele

Nel covo rossoblù, tra le sciarpe e i poster di Marulla e Catena, gli ultras preparano la festa che tiene viva l'eredità solidale del frate. Perché c'è un Cosenza che, fuori dal campo, non perde mai.

C’è una Cosenza che non sta sui giornali sportivi ma nelle mani di chi continua, in silenzio, a fare del bene. È questa Cosenza che sabato 20 giugno si ritrova a Castrolibero per “Pace e amore… Padre Fedele nel cuore”, l’importante iniziativa di solidarietà promossa dal gruppo Branco con la collaborazione de La Terra di Piero.

L’obiettivo è concreto, come piaceva a lui: sostenere l’associazione “Il Paradiso dei Poveri”, fondata dallo stesso Padre Fedele Bisceglia, e acquistare un gioco per bambini disabili in Africa. Niente sponsor altisonanti, niente grandi capitali: a finanziare tutto sarà un semplice momento di ristoro — panini, bibite e birre serviti dalle mani dei ragazzi del Branco. Il bene che si autofinanzia, alla maniera della curva.

Una giornata per stare insieme, dal pomeriggio alla notte. Dalle ore 16.00, al Parco Collodi, un quadrangolare di calcio a otto. Dalle ore 20.30, all’Anfiteatro Tieri, la premiazione e la serata in ricordo del frate, condotta da Patrizia De Napoli: vecchie glorie rossoblù, collegamenti con personalità e giornalisti, l’esposizione delle maglie storiche del Cosenza e, a chiudere, la commedia Le lavannare, scritta da Sergio Crocco. Non un nome qualunque: Crocco è anche il fondatore de La Terra di Piero, e la sua firma è la prova che un filo, qui, non si è mai spezzato.

Perché è un filo lungo quarant’anni. Nel 1983, in Curva Sud, nascevano i Nuclei Sconvolti: anarchici e irriverenti, ma capaci di trasformare l’irruenza in solidarietà verso gli ultimi. Furono loro, con Padre Fedele, a organizzare nel 1985 il primo grande raduno nazionale degli ultras. Da quella curva partivano i container per l’Africa; da quella curva partì anche Piero Romeo, che seguì il frate nelle missioni e nell’Oasi Francescana, e alla cui memoria — dopo la scomparsa nel 2011 — gli amici di sempre dedicarono La Terra di Piero, oggi fatta di pozzi, scuole e parchi inclusivi.

A custodire quella fiamma, oggi, è soprattutto il Branco. E lo fa quasi di nascosto, senza striscioni e senza riflettori. Lo dico per esperienza diretta: per le fotografie che accompagnano questo articolo ho dovuto insistere a lungo, vincere una ritrosia istintiva — la stessa di chi fa del bene non per essere visto, ma perché non sa fare altrimenti. Persone dal cuore grande, che hanno scelto la concretezza al posto della vetrina, e che attorno alla figura di Padre Fedele stanno costruendo qualcosa che somiglia a un marchio di umanità: un modo di stare al mondo in cui la solidarietà verso i più sfortunati diventa ragione d’essere, e nobilita chiunque vi prenda parte.

In fondo è anche questo il senso della serata: ricordare che esiste un altro Cosenza. Mentre la società di Eugenio Guarascio resta impantanata tra contestazioni e fratture mai sanate, qui — lontano dai bilanci — c’è una squadra che non perde mai. È il contraltare etico di cui questa città aveva bisogno.


INFO PRATICHE

Sabato 20 giugno – Castrolibero

  • Ore 16.00 – Parco Collodi: quadrangolare di calcio a otto
  • Ore 20.30 – Anfiteatro Tieri: premiazione e serata in ricordo di Padre Fedele. Conduce Patrizia De Napoli. A seguire la commedia Le lavannare di Sergio Crocco
  • Ristoro (panini, bibite, birre) a cura del gruppo Branco
  • Ricavato devoluto a “Il Paradiso dei Poveri” e all’acquisto di un gioco per bambini disabili in Africa

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