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Pascalau illude, Nepi punisce. Un altro vantaggio buttato via: 1-1 a Torre Annunziata

Vantaggio al 66' con Pascalau, pareggio immediato di Nepi. All’89' Alfieri salva sulla linea. Il Cosenza resta penultimo con sei punti in undici giornate.

Il Cosenza passa in vantaggio al 66′ e si fa riprendere pochi minuti dopo. Finisce 1-1 al “Giraud”, e il penultimo posto resta lì dov’era.

Come è andata

Nel primo tempo il Savoia parte con la coppia d’attacco Scotti-Yeboah, con Nepi in panchina. Al 12′ la rete di Yeboah viene annullata per un fallo in attacco. Pochi minuti dopo tocca ai rossoblù protestare: Achour cade in area e chiede il rigore, ma l’arbitro Dario Acquafredda, dopo il controllo all’FVS, lascia proseguire.

Al 22′ il Savoia costruisce l’occasione più nitida della frazione: cross di Martina, Vincenzo Alfieri colpisce di testa completamente libero e trova la risposta di Rizzo. Si va al riposo sullo 0-0.

Nella ripresa il Cosenza rientra con un altro piglio e al 66′ passa con Pascalau, che anticipa la difesa di testa e batte Leonardo.

Il vantaggio dura pochissimo. Alla prima occasione utile il Savoia pareggia con Alessio Nepi, appena entrato, che va a festeggiare sotto la curva dopo settimane difficili.

Nel finale i rossoblù sfiorano il colpo: all’89′ una conclusione sembra destinata in rete, ma Alfieri salva sulla linea.

Il dettaglio che pesa

Il gol di Pascalau arriva al 66′. Il pareggio del Savoia arriva alla prima occasione utile dopo. È lo stesso copione di Cosenza-Altamura, dove la squadra aveva incassato il 2-1 al 46′, appena rientrata dagli spogliatoi, e poi il 3-1 sei minuti più tardi.

Due partite consecutive in cui il Cosenza, nel momento in cui mette la testa avanti o rientra in equilibrio, viene punito immediatamente. Non è un problema di gioco: al “Giraud” la squadra ha retto, ha costruito, ha sfiorato il successo all’89′. È un problema di tenuta nei minuti che seguono un episodio favorevole.

Il contesto che cambia

C’è però una cosa che va detta, e che a Torre Annunziata è successa per la prima volta da settimane.

Il Cosenza era diventato la partita che rimette in piedi chi sta male: l’Altamura non vinceva da un mese ed era senza successi esterni, prima di loro Foggia e Giugliano si erano rilanciati contro i rossoblù. Il Savoia arrivava dal 4-0 di Cerignola e cercava esattamente la stessa cosa.

Non l’ha ottenuta. E al fischio finale il “Giraud” ha fischiato la propria squadra, che sale a 11 punti ma resta in piena zona playout.

La classifica, e il vero problema

Il Cosenza resta penultimo. Sei punti in undici giornate: una vittoria, tre pareggi, sette sconfitte.

Il numero che però indica dove si gioca la stagione è un altro. Nelle ultime tre trasferte i rossoblù hanno raccolto quattro punti, con la vittoria di Picerno e questo pareggio. Nelle cinque partite interne allo Scida ne hanno raccolti due, senza mai vincere: per trovare un avvio casalingo peggiore bisogna risalire a cinquantatré anni fa.

Una squadra che gioca “in casa” a ottanta chilometri, in un impianto che non le appartiene e quasi sempre senza pubblico, rende meglio quando sa di essere in trasferta per davvero. È il paradosso di un fattore campo che non esiste più.

Adesso

Lunedì 2 novembre alle 20.30 arriva la Casertana. Ancora allo Scida, ancora in prima serata, ancora lontano da Cosenza.

Sarà la sesta gara interna della stagione, e la sesta occasione per interrompere un tabù che dura da mezzo secolo. Perché con i punti presi solo in trasferta, questa classifica non si risale.

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