HomeCosenza Calcio«Limiti strutturali». Lo dice l’allenatore, non la curva

«Limiti strutturali». Lo dice l’allenatore, non la curva

Crollo in sei minuti, settima sconfitta in dieci giornate. E dalla sala stampa arriva l’ammissione: questa squadra paga ogni errore per i suoi limiti strutturali.

Sei minuti. Tanto è durata la resistenza del Cosenza nella ripresa: il tempo di rientrare dagli spogliatoi, incassare il 2-1 di Malcore con la difesa ancora negli spogliatoi, e poi il rigore trasformato da Curcio per il 3-1. Partita finita, settima sconfitta in dieci giornate, cinque punti in classifica.

Ma il dato più pesante di Cosenza-Altamura non è il punteggio. È una frase pronunciata in sala stampa a fine gara.

L’allenatore ha spiegato che questa squadra, per fare punti, deve dare il cento per cento e tenere l’attenzione alta per cento minuti, perché paga a carissimo prezzo ogni minimo errore a causa dei propri limiti strutturali.

Limiti strutturali. Non motivazione, non sfortuna, non una giornata storta. Struttura. Cioè com’è costruita la rosa.

Lo dice chi la allena, in pubblico, dopo averla vista crollare in sei minuti contro la diciassettesima della classe.

Chi ha costruito questa struttura

È la stessa cosa che il tecnico precedente diceva da metà settembre, e per cui finì nel mirino della dirigenza: la squadra ha bisogno di essere completata, più di questo non posso fare perché non spetta a me.

Nel frattempo, in lista, restano due slot liberi. Liberi da agosto. Il mercato degli svincolati è aperto tutto l’anno e in Serie C offre giocatori di categoria: la società ha scelto di non intervenire. Nessun rinforzo, mai.

A settembre si parlava apertamente di scarsa chiarezza sul budget stanziato e di una riduzione degli investimenti più drastica del previsto. Oggi quella scelta ha un nome tecnico, e gliel’ha dato l’allenatore: limiti strutturali.

Chi abbiamo rimesso in piedi

C’è un dettaglio che rende la giornata ancora più indigesta.

Il Team Altamura non vinceva da otto giornate. Si presentava a Crotone alla prima partita con la nuova guida tecnica di Raffaele, cioè nella condizione più fragile in cui si possa affrontare una trasferta. È ripartita da qui, ha vinto 3-1 ed è uscita dalla zona playout.

Il Cosenza non ha solo perso uno scontro diretto. Ha rilanciato un’avversaria diretta, regalandole il primo successo in due mesi.

E delle due partite indicate come alla portata — Foggia e Altamura, entrambe in casa — ne ha perse due su due. Zero punti su sei.

La peggiore prestazione della stagione

Non è un giudizio nostro: lo ha ammesso l’allenatore, definendola forse la peggior prova stagionale a Crotone, soprattutto nella ripresa, dove sono mancate brillantezza e incisività.

Ci sono poi due espulsioni in panchina, quella del tecnico e quella di Perna, con il chiarimento sulla richiesta di revisione per un fallo a centrocampo su Palazzino. Ma su questo l’allenatore ha scelto la linea giusta: non aggrapparsi agli arbitri e guardare ai propri errori. Bene così. Perché gli errori, oggi, erano abbastanza evidenti da non avere bisogno di alibi.

La cosa più triste

Tutto questo è successo a porte chiuse, a ottanta chilometri da Cosenza, in uno stadio che non è il nostro, davanti a nessuno.

Non c’era un tifoso a fischiare, non c’era una curva a contestare, non c’era una città a vedere la propria squadra farsi rimontare in sei minuti dalla diciassettesima. C’era un video su YouTube.

È questa, alla fine, la fotografia della stagione: una squadra con limiti strutturali riconosciuti da chi la allena, che gioca in esilio senza pubblico, di proprietà di una società in vendita da cinque trattative fallite, che ha appena perso in primo grado una causa da oltre un milione di euro con il Comune e che risponde alle critiche chiudendo i commenti sui social.

Il Crotone, penalizzato di sei punti, oggi è andato a strappare uno 0-0 a Bari contro la seconda della classe.

Domenica si va a Savoia, su un campo sintetico, contro una squadra reduce dalla sconfitta di Cerignola. L’allenatore chiede massima concentrazione e lavoro per ripartire subito.

Con la stessa rosa. Con gli stessi due slot liberi. Con gli stessi limiti strutturali.

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