Dieci giorni fa avevamo raccontato la sconfitta del Cosenza Calcio davanti alla giustizia tributaria sulla TARI dello stadio: oltre un milione di euro riconosciuto come dovuto al Comune per gli anni dal 2019 al 2023.
Per correttezza va raccontata anche l’altra, che va nella direzione opposta.
La giustizia tributaria ha annullato l’ingiunzione del Comune sull’imposta di pubblicità, in una vicenda nata dalle pretese fiscali avanzate da Palazzo dei Bruzi e dall’ente gestore Municipia. Su quel fronte, il club ha ragione.
Perché conta
Conta per due motivi, e nessuno dei due è il tifo per una parte o per l’altra.
Il primo è di metodo. Quando abbiamo scritto della TARI abbiamo sostenuto che ogni contenzioso aperto riduce il valore di un club in vendita, perché un acquirente non sa come quantificare una voce ancora sospesa. Vale esattamente nello stesso modo adesso, a parti invertite: una pretesa annullata è un rischio che esce dal bilancio.
Il secondo è di sostanza. Le due sentenze insieme dicono che il contenzioso tra il club e il Comune non è una partita in cui una parte ha sempre torto. È una matassa di pretese reciproche, alcune fondate e altre no, che si sta sbrogliando un pezzo alla volta davanti ai giudici invece che a un tavolo.
Il quadro aperto
Sul tavolo restano la TARI, impugnata dal club dopo la sconfitta in primo grado. Il credito da 2,1 milioni che la società sostiene di vantare verso il Comune e che l’avvocatura comunale ritiene inesistente. Il ricorso da un milione presentato dal club. La convenzione sospesa fino al 31 dicembre 2027 e la questione del manto erboso, con le due parti che si rimpallano la competenza sull’impianto di irrigazione.
Ogni singolo filone pesa sul valore della società e, di riflesso, su una trattativa di cessione che si è arenata cinque volte.
La cosa che manca
Una vertenza fiscale si vince o si perde davanti a un giudice. Il rapporto tra una città e la sua squadra, no.
Dopo anni di carte bollate restano due soggetti che non si parlano, uno stadio pubblico inutilizzabile, una squadra che gioca in un’altra provincia e cause che si accumulano in entrambe le direzioni. Oggi il club ha vinto una di queste cause.
Chi ha seguito la vicenda sa che non cambierà niente nel rapporto tra le parti. E questa, alla fine, è la notizia più deprimente di tutte.

