COSENZA – Il futuro del Cosenza Calcio è a un bivio storico. Mentre la presidenza di Eugenio Guarascio si chiude in un silenzio sempre più fitto, la città e le istituzioni hanno da tempo tracciato una rotta alternativa. Tra la risoluzione approvata in Consiglio Comunale l’attuale società è sempre più all’angolo.
Il “muro” e il silenzio di Guarascio
Ma nonostante la pressione della tifoseria e una presa di posizione senza precedenti da parte delle istituzioni, l’attuale proprietà del Cosenza Calcio ha scelto la via del mutismo. Il Consiglio Comunale ha recentemente approvato una risoluzione drastica: senza una svolta societaria, potrebbe essere negato il nulla osta per l’utilizzo dello Stadio Marulla nella prossima stagione.
Al momento, la società non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali né contestazioni. La strategia sembra essere quella collaudata della “diplomazia delle carte bollate”, specialmente considerando il contenzioso aperto con il Comune che sfiora i 2 milioni di euro.
Chi sono gli imprenditori piombati sul Cosenza Calcio?
Mentre la presidenza tace, qualcosa si muove sottotraccia. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Sud, si sta delineando una cordata di imprenditori locali pronta a subentrare e a dare inizio a una nuova era sportiva.
A coordinare l’operazione sarebbe Luca Di Donna, consulente finanziario di Castrolibero, figura già accostata ai colori rossoblù in passato. Ma il progetto sembra poggiare su basi solide grazie al coinvolgimento di nomi noti del tessuto produttivo cosentino:
- Alfredo Citrigno: leader nel settore della sanità privata, già protagonista di un confronto pubblico con Guarascio lo scorso settembre.
- Famiglia Menotti: noti industriali del settore alimentare (salumi) con base a Colosimi.
- Sergio Mazzuca: celebre gioielliere e figura di spicco del commercio locale.
- Franco Malizia: imprenditore attivo nel settore dell’abbigliamento.
Un futuro ancora da scrivere
La tensione in città è palpabile. Il “no” compatto di tifoseria e istituzioni all’attuale gestione ha creato una situazione di stallo che rischia di compromettere la programmazione della prossima stagione. L’ingresso di una cordata locale rappresenterebbe non solo una boccata d’ossigeno finanziaria, ma anche il tentativo di ricucire il legame identitario tra la squadra e il suo territorio.
Resta da capire se Guarascio deciderà di aprire alle trattative o se la battaglia si sposterà definitivamente nelle aule legali, con il rischio che il “Marulla” rimanga a porte chiuse.

