Errori individuali che pesano
La partita ha lasciato strascichi. Dametto ha regalato praticamente il secondo gol al Sorrento con un errore grave e difficile da giustificare. Prima ancora, il portiere Pompei aveva causato il calcio di rigore che ha sbloccato il match. Due episodi che, in una partita più equilibrata, avrebbero potuto costare carissimo. La vittoria copre le lacune, ma non le cancella.
Il mercato invernale ha indebolito la squadra
Il nodo è strutturale. Gli innesti di gennaio — con la sola eccezione di Manu, che continua a segnare e fa rimpiangere di meno il partente Ricciardi — non reggono il confronto con chi è andato via. La squadra si è indebolita, e si vede.
Il dato più eloquente è il confronto tra i due gironi: nel girone d’andata, il Cosenza stravinceva le partite. Quattro gol al Catania, quattro al Giugliano, dominio netto sugli avversari. Adesso quelle partite non si vincono più con autorità: si soffre, ci si affida alle giocate individuali, e il gioco collettivo è in evidente calo.
Buscè espulso: un segnale che preoccupa
Anche il tecnico ha perso la testa. Buscè è stato espulso nel corso della partita, con ogni probabilità perché vedeva in campo qualcosa che non andava. Un allenatore che si fa cacciare raramente lo fa a caso: spesso è la spia di una tensione interna che fatica a trovare sfogo sul terreno di gioco.
Risultati sì, ma le prestazioni non convincono
La classifica sorride: quarto posto, Salernitana fermata sul pari, distanza minima dal terzo. Ma i risultati stanno coprendo un rendimento che non è più quello di inizio stagione. E i play-off, obiettivo minimo per sperare nella Serie B, sembrano al momento un traguardo che richiederebbe qualcosa di vicino a un miracolo.
Teniamoci stretto questo quarto posto. Ma illudersi che basti sarebbe un errore più grave di quelli visti in campo.

