PALMI — Finisce 2-2 al “Giuseppe Lo Presti” l’esordio in campionato della Paolana, unico pareggio della prima giornata di Eccellenza calabrese. Un punto in trasferta, su uno dei campi più impegnativi del girone, contro una Palmese reduce dal 4-2 di Coppa Italia sul campo della Rosarnese.
La partita si spiega in due episodi, entrambi riferiti da chi l’ha seguita dal settore ospiti. Il primo arriva intorno al ventesimo, venticinquesimo minuto del primo tempo: la Paolana reclama un calcio di rigore giudicato netto, e nella ricostruzione della parte biancazzurra in quell’azione ci sarebbe stata anche l’espulsione di un giocatore della Palmese. L’arbitro lascia proseguire, e il gol che sblocca il risultato arriva poco dopo.
Il secondo episodio ribalta la prospettiva. All’ottantaquattresimo il direttore di gara concede alla Paolana un penalty che la stessa fonte definisce altrettanto netto, nel tratto finale di una gara che si chiude sul due a due. Il tabellino ufficiale non è ancora stato diffuso e mancano i nomi dei marcatori. Va precisato che si tratta di una ricostruzione di parte: non risultano pubblicati né il referto né dichiarazioni ufficiali delle due società sulla direzione di gara.
Resta il rammarico per l’episodio del primo tempo, ma resta soprattutto un punto che, per come è nata questa Paolana, vale più di quanto dica la classifica.
Una squadra rifatta da zero
Il dato vero di questa stagione biancazzurra, infatti, non è il risultato di domenica. È l’età di chi è sceso in campo per ottenerlo.
La Paolana si è presentata al via con una rosa costruita da capo e una scelta di fondo dichiarata: linea verde. Squadra imbottita di under, con elementi che partono dai sedici anni, e in campo come in panchina ragazzi che arrivano dalle scuole calcio del territorio. Insieme alla ReggioRavagnese è la formazione più giovane dell’intero girone. L’obiettivo stagionale, di conseguenza, è annunciato senza giri di parole: la salvezza.
Non è una scelta romantica ed è assunta come tale. Le risorse a disposizione sono poche, e davanti al bivio fra tirare avanti con innesti di esperienza e ricominciare da capo, la società ha optato per la seconda strada: un progetto tutto nuovo, costruito sui giovani del posto invece che sul mercato. È la linea che negli ultimi anni molte piazze dilettantistiche calabresi hanno imboccato per necessità, e che si giudica non alla prima giornata ma a maggio.
In questa cornice il pareggio di Palmi assume un altro peso. Per una squadra che dovrà lottare per restare in categoria, muovere la classifica in trasferta all’esordio, con un gruppo di ragazzi al debutto assoluto in Eccellenza, è esattamente il tipo di risultato su cui si costruisce una salvezza. Ed è anche il motivo per cui il rigore non concesso nel primo tempo brucia più del normale: squadre così non hanno margini da buttare.
E adesso lo stadio
Il problema immediato, però, è dove giocare. Domenica prossima la Paolana ospita il Piano Lago Mangone Morrone, ma a oggi la sede non è stabilita: il manto erboso del “Tarsitano” non risulta agibile e servono interventi di ripristino. L’ipotesi più accreditata è lo spostamento sul campo di Diamante, ma restano in piedi anche la disputa a Paola a porte chiuse e, se i lavori si concludessero in tempo, quella regolare in città. A quattro giorni dal fischio d’inizio non c’è ancora nulla di ufficiale.
È una circostanza che per questa squadra conta più che per altre. Un gruppo giovanissimo costruisce fiducia soprattutto in casa, davanti alla propria gente, e giocare la prima partita interna della stagione in un altro comune o senza pubblico significa rinunciare proprio a quel vantaggio.
Un punto strappato a Palmi, la squadra più giovane del campionato da far crescere in corsa e uno stadio ancora da trovare. La stagione della Paolana comincia da qui, e sarà lunga.

