COSENZA – Il Consiglio di Stato ha dato ragione al Cosenza Calcio, ribaltando la precedente decisione del TAR Calabria e riaprendo, almeno in via cautelare, le porte dello stadio “San Vito-Marulla”. Se da un lato la società di via Raiola ha esultato pubblicando immediatamente il dispositivo sui propri canali social, dall’altro l’Amministrazione comunale – attraverso le parole del Sindaco Franz Caruso e del Presidente del Consiglio Giuseppe Mazzuca – ha preso atto dell’ordinanza dichiarando di volervisi adeguare.
Eppure, tra le pieghe del provvedimento firmato dai giudici di Palazzo Spada, c’è chi ha storto il naso, evidenziando incongruenze e perplessità sulle motivazioni che hanno condotto all’annullamento dello stop di 18 mesi disposto dal Comune.
Stadio Marulla le motivazioni nel mirino: dai trasporti alla rivalità con Crotone
Per giustificare l’impraticabilità del trasferimento temporaneo delle partite casalinghe dei rossoblù allo stadio “Ezio Scida” di Crotone, la Settima Sezione del Consiglio di Stato ha individuato due criticità principali: la logistica dei trasporti e i rischi per l’ordine pubblico. Entrambi i punti, tuttavia, sollevano più di una perplessità nell’opinione pubblica e tra gli addetti ai lavori
Il nodo viabilità e i tempi reali di percorrenza
Sui trasporti, l’ordinanza evidenzia la distanza superiore ai 100 km tra i due capoluoghi e la mancanza di un collegamento ferroviario diretto. Una ricostruzione che non tiene conto della realtà geografica della regione: sebbene la ferrovia Jonica presenti storici limiti, la viabilità tra Cosenza e Crotone si è sempre basata sul trasporto su gomma tramite la Statale 107 “Silana-Crotonese”, un’arteria che permette di coprire la distanza in poco più di un’ora e quaranta minuti.
L’ordine pubblico e il precedente della Prefettura
Ancora più discussa è la presunta ostilità tra le tifoserie, definita dalla sentenza come una «documentata ed accesa rivalità storica». Un’affermazione che contrasta con i fatti recenti: solo lo scorso giugno, in fase di iscrizione al campionato, il Prefetto di Crotone aveva dato il via libera all’uso dello Scida per il Cosenza (salvo poi far disputare la gara Cosenza-Potenza a porte chiuse). Ci si chiede dunque: come mai all’epoca non era emersa alcuna criticità legate a questa presunta rivalità di massa oggi citata dai giudici?
La presa di posizione degli ultras: «Tra Cosenza e Crotone c’è rispetto»
A fare chiarezza sulla reale dinamica tra le due piazze è arrivata la dura nota del gruppo organizzato Anni 80, che ha smontato punto per punto la narrazione emersa dalle carte giudiziarie:
«Al di là degli aspetti giuridici e delle valutazioni che spettano ai tribunali, ciò che lascia davvero perplessi nella vicenda dello stadio Marulla è il tentativo di descrivere i rapporti tra le tifoserie di Cosenza e Crotone come se fossero caratterizzati da una rivalità accesa e da una contrapposizione storica. Chiunque conosca anche minimamente la storia del tifo calabrese sa che questa rappresentazione non corrisponde alla realtà».
Gli ultras spiegano come tra le due sponde si sia consolidato nel tempo un legame ben diverso:
«Tra le due tifoserie si è consolidato nel tempo un rapporto fatto di rispetto reciproco, amicizia e vicinanza, costruito attraverso anni di frequentazioni, trasferte, iniziative comuni e una comune appartenenza alla stessa terra. I rapporti si misurano nel corso degli anni, nei comportamenti e nelle manifestazioni di solidarietà che si verificano ben oltre i novanta minuti di gioco. Appare quantomeno sorprendente vedere richiamata una presunta ostilità che semplicemente non trova riscontro nella storia».
I tifosi concludono evidenziando la vera amarezza di questa vicenda:
«La vera amarezza non nasce soltanto dalla decisione sullo stadio, ma dal vedere utilizzata una narrazione distante dalla realtà vissuta da migliaia di tifosi. Le sentenze possono dividere le opinioni, ma la storia delle curve non può essere riscritta ignorando ciò che è stato sotto gli occhi di tutti per anni, affermando il falso citando fantomatiche documentazioni. Tra Cosenza e Crotone c’è stata una lunga storia di stima e rispetto. Questa è una verità che nessuna sentenza potrà mai cancellare».
Convivenza tra cantiere e partite: cosa succede ora al Marulla
Al netto delle polemiche sulle motivazioni, la sostanza dell’ordinanza impone una sterzata organizzativa. Pur ribadendo la priorità assoluta dell’incolumità pubblica, il Consiglio di Stato ha sollecitato il Comune guidato da Franz Caruso a individuare soluzioni tecniche per evitare il blocco totale dell’impianto.
L’Amministrazione e la ditta appaltatrice dovranno ora verificare la fattibilità di specifiche prescrizioni di sicurezza per l’area cantiere, una temporanea e programmata limitazione della capienza degli spalti, la netta separazione delle aree di lavoro dai settori destinati agli spettatori e una rimodulazione e diversa calendarizzazione degli interventi edilizi.

