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Il Marulla resta chiuso: il Tar Calabria respinge la sospensiva del Cosenza Calcio, giocherà a Crotone

Il Tribunale amministrativo ha rigettato la richiesta cautelare della società rossoblù contro il provvedimento del Comune di Cosenza. Per i giudici non sussiste un pericolo immediato per l'attività sportiva del club. Resta aperto il giudizio nel merito

CATANZATO – Il Tar della Calabria ha respinto la richiesta di sospensione cautelare presentata dal Cosenza Calcio contro il provvedimento con cui il Comune ha bloccato l’utilizzo dello stadio San Vito-Marulla, sospendendo la convenzione d’uso dell’impianto in vista dei lavori di riqualificazione.

La decisione, contenuta nell’ordinanza pubblicata il 31 luglio 2026 al termine della camera di consiglio del 29 luglio, rappresenta un primo stop per la società guidata dal presidente Eugenio Guarascio, che dovrà quindi disputare le gare casalinghe del campionato di Serie C allo stadio di Crotone, impianto indicato in sede di iscrizione al torneo.

È importante sottolineare che il pronunciamento riguarda esclusivamente la fase cautelare e non entra nel merito della controversia amministrativa, che sarà affrontata in una successiva udienza.

Le motivazioni del Tar: nessun danno immediato per il Cosenza Calcio

Nel rigettare l’istanza cautelare, il Tribunale amministrativo ha ritenuto che non ricorrano i presupposti di estrema urgenza necessari per sospendere gli effetti degli atti impugnati.

I giudici hanno evidenziato come il Cosenza Calcio risulti regolarmente iscritto al campionato di Serie C e disponga già di un impianto alternativo omologato per disputare le proprie gare interne. Proprio la disponibilità dello stadio di Crotone ha portato il collegio a escludere l’esistenza di un pregiudizio immediato e irreparabile per l’attività agonistica della società.

Nel bilanciamento degli interessi contrapposti, il Tar ha inoltre attribuito prevalenza alle esigenze di sicurezza e alla corretta esecuzione dei lavori di riqualificazione dell’impianto comunale rispetto ai danni economici e organizzativi lamentati dal club rossoblù.

Il Tribunale Amministrativo ha rilevato che, allo stato attuale, “non esiste un danno imminente e irreparabile per l’attività agonistica del Cosenza Calcio”. La società è infatti riuscita a completare l’iscrizione al campionato di Serie C indicando come impianto alternativo lo stadio di Crotone.

Prevalenza dell’interesse pubblico alla sicurezza

Nel ponderare la situazione, il TAR ha stabilito che l’interesse pubblico alla sicurezza e all’incolumità pubblica è nettamente prevalente rispetto ai pregiudizi di natura economica o logistica lamentati dalla società. Le problematiche di cantiere legate ai lavori di riqualificazione dello stadio Marulla e le relative norme sulla sicurezza non possono essere subordinate alle esigenze del calendario calcistico.

Perché il Comune ha chiuso il Marulla

All’origine della vicenda c’è la relazione tecnica predisposta dall’ingegnere Salvatore Modesto, dirigente del Settore Lavori Pubblici del Comune di Cosenza. Secondo l’analisi effettuata sul progetto esecutivo di ammodernamento dello stadio, articolato in quattro distinte fasi operative, la contemporanea presenza del cantiere e del pubblico comporterebbe rilevanti criticità sotto il profilo della sicurezza e dell’ordine pubblico.

Da qui la decisione dell’Amministrazione comunale di sospendere l’utilizzo dell’impianto per le manifestazioni sportive e la relativa convenzione con il Cosenza Calcio, riservandosi anche la possibilità di una successiva revoca definitiva dell’atto per motivi di pubblico interesse.

Il ricorso del Cosenza: le contestazioni al provvedimento

La società rossoblù aveva impugnato gli atti comunali davanti al Tar chiedendone l’annullamento e la contestuale sospensione urgente.

Nel ricorso, i legali del Cosenza hanno sostenuto che il provvedimento sarebbe affetto da diversi profili di illegittimità. Tra i principali motivi contestati figura la presunta contraddizione con il bando di gara dei lavori, che prevedeva specifici criteri premiali per le imprese in grado di garantire la prosecuzione dell’attività sportiva durante il cantiere.

La difesa del club ha inoltre evidenziato come il provvedimento si fonderebbe su un progetto esecutivo che, secondo la tesi della società, non sarebbe stato ancora definitivamente verificato e approvato. Un’altra censura riguarda la competenza dell’atto: per il Cosenza una decisione con effetti così rilevanti sulla città e sulla principale realtà sportiva del territorio avrebbe dovuto essere adottata dal Consiglio comunale e non mediante una determina dirigenziale.

Infine, la società ha contestato al Comune di non aver valutato possibili soluzioni alternative meno penalizzanti, in violazione dei principi di proporzionalità e buon andamento dell’azione amministrativa.

I danni denunciati dal club rossoblù

Nel ricorso il Cosenza Calcio ha posto l’accento anche sulle conseguenze economiche e sociali derivanti dall’impossibilità di giocare al Marulla. Secondo la società, disputare le partite casalinghe lontano da Cosenza comporterebbe un significativo danno economico, una riduzione degli incassi e un inevitabile pregiudizio per il rapporto con la tifoseria, oltre a incidere sul valore identitario che il club rappresenta per la città.

In via subordinata, qualora il provvedimento comunale dovesse essere ritenuto legittimo anche nel giudizio di merito, il Cosenza ha chiesto il riconoscimento dell’indennizzo previsto dalla normativa in caso di revoca di atti amministrativi, riservandosi inoltre di agire per ottenere il risarcimento degli ulteriori danni subiti.

La partita resta aperta

Il rigetto della sospensiva non chiude la vicenda giudiziaria. Il Tar si è infatti pronunciato esclusivamente sulla richiesta cautelare, ritenendo prevalenti, in questa fase, le esigenze di sicurezza rispetto agli interessi della società sportiva. Sarà il successivo giudizio di merito a stabilire se il provvedimento adottato dal Comune di Cosenza sia effettivamente legittimo oppure se debba essere annullato, con possibili ripercussioni sulla gestione futura dello stadio San Vito-Marulla e sui rapporti tra l’amministrazione comunale e il Cosenza Calcio.

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