COSENZA – Comune-Cosenza Calcio: 1 a 1. Dopo la sentenza sfavorevole del Tar arriva un’importante svolta giudiziaria sulla complessa ed argomentata vicenda legata all’utilizzo dello stadio “Marulla”. Il Consiglio di Stato (Sezione Settima) ha accolto il ricorso in appello promosso dalla società Cosenza Calcio, riformando l’ordinanza del TAR Calabria che in primo grado aveva negato la misura cautelare al club rossoblù.
Con l’ordinanza n. 03661/2026 (pubblicata il 2 settembre 2026), i giudici di Palazzo Spada hanno sospeso l’efficacia del provvedimento con cui il Comune di Cosenza aveva disposto il blocco della concessione d’uso dell’impianto per ben 18 mesi a causa dell’avvio dei lavori di restyling e cantiere.
I pericoli dello stop: danni irreversibili per il club e il “nodo” Crotone
Nel motivare la decisione assunta durante la camera di consiglio del 1° settembre 2026, il Collegio presieduto dal magistrato Massimiliano Noccelli (relatrice la consigliera Rosaria Maria Castorina) ha sottolineato come una sospensione prolungata di un anno e mezzo potesse generare:
«Conseguenze irreversibili per la società appellante in termini di immagine, di risultati sportivi ed economici».
I giudici amministrativi hanno espresso forti perplessità anche sull’ipotesi alternativa paventata nei mesi scorsi: far disputare le gare casalinghe del Cosenza allo stadio di Crotone. Nell’ordinanza di Palazzo Spada viene chiarito che il trasferimento nell’impianto pitagorico appare «di difficile praticabilità» per due criticità fondamentali:
Logistica e trasporti: La distanza superiore ai 100 km tra i due capoluoghi calabresi, aggravata dall’assenza, allo stato attuale, di stabili collegamenti ferroviari diretti.
Ordine pubblico: La documentata ed accesa rivalità storica tra le opposte tifoserie, che avrebbe comportato gravi rischi di sicurezza.
Soluzioni d’emergenza: capienza ridotta e cantiere separato per giocare in casa
Pur ribadendo che le esigenze di incolumità pubblica rimangono inderogabili e primarie, il Consiglio di Stato ha sollecitato l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco a valutare soluzioni alternative al blocco totale della struttura.
Il Comune di Cosenza dovrà infatti verificare la fattibilità di accorgimenti tecnici ed organizzativi – come:
- Specifiche prescrizioni di sicurezza;
- Temporanea limitazione della capienza degli spalti;
- Separazione netta ed efficace delle aree di cantiere dalle zone spettatori;
- Una diversa calendarizzazione e programmazione dei lavori.
Tali interventi saranno indispensabili per consentire il regolare svolgimento delle partite ufficiali della prima squadra tra le mura amiche. Come evidenziato nello stesso provvedimento giudiziario, tali opzioni erano già previste nella documentazione della gara d’appalto, che premiava proprio la capacità dell’impresa aggiudicataria di garantire la continuità delle attività agonistiche in concomitanza con l’esecuzione delle opere.
Cosenza-Calcio-Comune cosa succede ora? Atti di nuovo al TAR
A seguito dell’accoglimento dell’istanza cautelare del Cosenza Calcio — assistito con successo dal collegio legale composto dagli avvocati Francesco Antonio Caputo, Flavio Iacovone e Bernardo Giorgio Mattarella — gli atti sono stati ritrasmessi al TAR Calabria per la sollecita fissazione dell’udienza di merito. Le spese del giudizio cautelare sono state compensate tra le parti.
L’ordinanza riapre concretamente la possibilità per la società e per l’intera tifoseria di continuare a vivere il campionato all’interno del “San Vito-Marulla”, imponendo ai tecnici comunali e all’impresa una rapida revisione delle modalità di gestione del cantiere.

