COSENZA – Lutto profondo nel cuore del tifo cosentino. È scomparso a 64 anni nella notte Giuseppe Milicchio, figura iconica del giornalismo sportivo calabrese, storico radiocronista che per oltre quarant’anni ha narrato con ineguagliabile passione le gesta del Cosenza Calcio. Malato da tempo, Milicchio lascia un vuoto incolmabile, non solo come professionista, ma come grandissimo tifoso che ha trasformato l’amore per i Lupi in una vera e propria missione di vita.
La notizia della sua morte ha scosso profondamente la città, che lo ricorda come “la voce” che ha accompagnato intere generazioni di appassionati.
Il tifoso dietro il microfono: dalle prime radiocronache
Giuseppe Milicchio iniziò la sua carriera a metà degli anni Settanta, muovendo i primi passi nel giornalismo radiofonico locale. Negli anni Ottanta, la sua voce divenne inseparabile dal Cosenza Calcio, in un’epoca in cui le radiocronache erano il modo più viscerale per vivere il calcio a casa, in auto o per strada.
Milicchio non si limitava a raccontare: viaggiava spesso insieme ai tifosi, seguendo la squadra in ogni stadio d’Italia e condividendo gioie, delusioni e sogni di gloria. Il suo stile era inconfondibile: caldo, coinvolgente e capace di trasmettere un senso di identità e appartenenza. Chi lo ascoltava non può dimenticare l’emozione che riusciva a veicolare, culminando in quell’indimenticabile urlo liberatorio: “retteeeeeeeeee” al momento del gol.
“Per lui raccontare il Cosenza non era solo un lavoro: era un atto d’amore, il modo più autentico per trasmettere l’identità e il senso di appartenenza di un’intera comunità”.
Un filo conduttore lungo Oltre 40 Anni
La voce di Milicchio è stata il filo conduttore dei momenti più leggendari della storia rossoblù: dalla storica promozione in Serie B firmata Gianni Di Marzio (1988), alla successiva promozione del 1998 dopo la vittoria per 2-1 a Casarano, fino alla più recente del 2018.
Sono innumerevoli i filmati e le registrazioni entrate nel mito del tifo cosentino, come il suo urlo liberatorio “andiamo a Pescara” nella radiocronaca (in coppia con Osvaldo Morisco) dopo l’autorete di Frascatore in Cosenza-Sudtirol del 10 giugno 2018.
Nel corso della sua carriera, Milicchio ha anche collaborato con la pay-TV Stream (2001-2004) come telecronista, dimostrando grande competenza e professionalità. Negli ultimi anni era tornato alle radio locali, conducendo la seguitissima trasmissione “I fatti del Calcio”.
Non mancarono i momenti difficili: si ricorda l’episodio doloroso dell’intimidazione subita quando la sua auto fu colpita da proiettili, un atto che però non riuscì a scalfire la sua dedizione per il giornalismo e per i colori rossoblù.
Con Giuseppe Milicchio scompare un pezzo di storia
Giuseppe Milicchio era prima di tutto un tifoso “malato” dei Lupi. Aveva organizzato trasferte, partecipato a iniziative degli ultras e mai fatto mancare il suo sostegno ai ragazzi delle curve e degli spalti di Tribuna B e Curva Sud.
Con la sua scomparsa, Cosenza perde un pezzo della sua storia calcistica, un cronista incisivo e pacato, ma capace di rimanere indelebile nei ricordi di chi teneva l’orecchio attaccato alla radiolina.
“Con Giuseppe Milicchio scompare un altro pezzo di storia del tifo rossoblù e un giornalista che ha saputo regalare, come pochi altri, incredibili momenti storici che resteranno nella memoria di tutti i tifosi del Cosenza.”



