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Caos Cosenza Calcio: trattativa a rischio naufragio. Spunta il piano clamoroso di Caruso e Principe

COSENZA – Il futuro del calcio cosentino si trova a un delicato punto di svolta. Tra patti di riservatezza, indiscrezioni e l’ansia crescente della tifoseria, la situazione societaria del Cosenza Calcio sembra aver imboccato una fase di preoccupante stallo. Se da un lato si registra il tentativo del gruppo Rota di portare avanti la trattativa per il passaggio di mano del club, dall’altro la clessidra scorre velocemente e le scadenze stagionali iniziano a stringere.

In questo scenario di incertezza, il colpo di scena potrebbe arrivare direttamente dai palazzi della politica locale. Con l’attuale negoziazione che rischia concretamente di naufragare, i sindaci dell’area urbana stanno infatti vagliando soluzioni alternative per non far spegnere la passione sportiva del territorio.

Il piano dei sindaci: una squadra unica per l’area metropolitana

L’idea, nata in un contesto di crescente sinergia istituzionale, è quella di unire le forze economiche della provincia. Non più realtà frammentate, ma un unico grande progetto calcistico capace di fare da collante.

A farsi portavoce di questa linea è il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, che non nasconde le proprie preoccupazioni sull’attuale gestione:

“Se questo [il buon esito della trattativa attuale] non dovesse succedere, e come io temo ancora una volta possa non succedere, bisogna pensare anche ad altre soluzioni. Questa potrebbe essere una soluzione che dà seguito anche ai buoni rapporti di sinergie istituzionali che abbiamo creato in questi ultimi periodi.”

Un progetto a lungo raggio che, nelle intenzioni di Caruso, vedrebbe il coinvolgimento diretto non solo del capoluogo, ma anche delle amministrazioni vicine, grazie al ritorno alla guida del Comune di Rende di Sandro Principe e all’avvento del nuovo sindaco di Castrolibero, Ciccio Serra.

Il “no” di Rende a Guarascio e l’acronimo del passato

Il passato radioso di otto anni fa, quando Cosenza e Rende militavano contemporaneamente in Serie C (prima della storica promozione in B dei lupi), è oggi solo un ricordo. I tempi sono cambiati e le vecchie formule non sono più applicabili. Lo sa bene il primo cittadino di Rende, Sandro Principe, il quale ha recentemente declinato la richiesta del presidente del Cosenza, Eugenio Guarascio, di utilizzare lo stadio “Lorenzon”.

Un rifiuto, quello di Principe, motivato da ragioni di rispetto istituzionale e di ordine pubblico, ma che non chiude affatto le porte a una collaborazione futura su basi totalmente nuove:

“Ho declinato la richiesta con un rifiuto prima per rispetto del sindaco di Cosenza e anche per i tifosi del Cosenza, che avrebbero potuto interpretare questo gesto, che invece sarebbe stato unicamente di solidarietà, come un gesto quasi ostile. Per cui, se ci sono le condizioni, non sarà certamente Sandro Principe ad opporsi.”

Principe ha poi lanciato una suggestione che richiama i vecchi progetti di pianificazione territoriale (come il PIT Serre Cosentine presieduto all’epoca per delega di Giacomo Mancini), ricordando l’acronimo “Pola Core” come possibile stella polare per questa nuova “fantasia” calcistica che si tenta di trasformare in realtà.

L’appello all’imprenditoria locale

La palla passa adesso ai primi cittadini, chiamati a svolgere un ruolo di mediatori e promotori storici. L’obiettivo nelle prossime settimane sarà quello di chiamare a raccolta il tessuto imprenditoriale – numeroso e solido su tutto il territorio provinciale – per gettare le basi di una società forte e allargata. Una cordata di “volenterosi” capace di azzerare le incertezze e restituire ai tifosi quella passione per il calcio che, negli ultimi tempi, è apparsa pericolosamente in declino.

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