COSENZA – Fa discutere l’iniziativa lanciata ieri dal Cosenza Calcio per riavvicinare le famiglie e i più in generali i giovani tifosi allo stadio. Si chiama “Solo per la maglia e per chi la ama” e prevede l’ingresso gratuito per tutti i ragazzi under 14 nelle due Curve Bergamini e Catena, e in Tribuna A, in occasione di tutte le partite casalinghe allo stadio San Vito-Gigi Marulla. L’iniziativa debutterà sabato 8 novembre, in occasione della gara interna contro il Casarano (ore 17:30).
Accanto alla gratuità per i più piccoli, sono stati introdotti biglietti a prezzo ridotto per gli accompagnatori: 10 euro in Tribuna A e 7 euro per le Curve. Una promozione che la società ha definito “un segnale concreto di apertura alle famiglie”, con l’obiettivo di favorire la partecipazione dei giovani tifosi e trasmettere alle nuove generazioni il senso di appartenenza ai colori rossoblù.
Anni ottanta: “Parole vuote da chi ha tradito la fiducia”
Ma l’entusiasmo della società non è stato condiviso dalla gruppo organizzati della Curva che da inizio stagione hanno attuato la protesta contro il presidente Guarascio disertando lo stadio nelle partite casalinghe. Con un comunicato i gruppi ultras della Curva Nord hanno duramente criticato l’iniziativa e il suo messaggio.
“Solo per la maglia non è uno slogan, è una verità che brucia dentro. Quando la società usa questa frase, suona vuoto, ridicolo. Perché chi ama davvero questi colori non lo fa per convenienza o facciata: lo fa con il cuore, anche quando soffre.”
Il comunicato prosegue con toni accesi, denunciando una distanza crescente tra il club e la piazza:
“Lo stadio è sempre più vuoto, e non per indifferenza ma per dignità. La città soffre, la gente diserta le partite in casa perché certe parole, scritte da chi ha tradito la fiducia, sono un’offesa alla nostra storia e alla nostra passione.”
Gli ultras rivendicano la fedeltà e la presenza costante in trasferta, nonostante le delusioni e le difficoltà:
“In trasferta siamo lì, in massa, a dimostrare cosa significa davvero amore viscerale: chilometri macinati, voci che si spezzano, bandiere che non smettono di sventolare. Questo è ‘solo per la maglia’: non un post social, ma un sentimento che resiste alle ferite. Perché noi non molliamo. Noi siamo il Cosenza. E il nostro amore non si compra, non si comanda. Si vive. Sempre.”
Una frattura che resta aperta
Il contrasto tra società e tifoseria sembra dunque tutt’altro che ricomposto. L’iniziativa, pensata per riaccendere la passione sugli spalti, rischia di diventare l’ennesimo segnale di una frattura emotiva e identitaria che attraversa la città sportiva.
Mentre il club guarda al futuro cercando di riportare famiglie e bambini al Marulla, la Curva ribadisce che il vero amore per il Cosenza “non ha bisogno di promozioni”, ma di rispetto, coerenza e verità.



