COSENZA – La battaglia tra il Cosenza Calcio e il Comune di Cosenza sul futuro dello stadio “San Vito-Marulla” entra nella sua fase più delicata. Dopo il rigetto della richiesta cautelare da parte del TAR della Calabria, la società rossoblù è pronta a rivolgersi al Consiglio di Stato con un appello d’urgenza nel tentativo di sospendere gli effetti dei provvedimenti comunali che impediscono l’utilizzo dell’impianto.
L’obiettivo del club di via Conforti è ottenere una pronuncia favorevole in tempi rapidi per evitare di iniziare il campionato lontano dalla città e dai propri tifosi. Il mese di agosto, dunque, si annuncia decisivo per il destino della stagione rossoblù.
Il primo capitolo della vicenda si è concluso davanti al Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria, che ha respinto l’istanza cautelare presentata dal Cosenza Calcio contro la nota con cui il Comune aveva negato la licenza d’uso dello stadio, indispensabile per ospitare gare ufficiali con la presenza del pubblico.
Il ricorso era stato predisposto dal collegio difensivo della società, composto dagli avvocati Francesco Antonio Caputo, Flavio Iacovone, Bernardo Giorgio Mattarella, Stefano Castellana Soldano e Christian D’Orazi.
La decisione del TAR non entra ancora nel merito della controversia, ma riguarda esclusivamente la richiesta di sospendere con urgenza gli effetti degli atti amministrativi impugnati.
Perché il TAR ha detto no alla sospensiva del Cosenza Calcio
Nell’ordinanza, i giudici amministrativi hanno individuato due elementi determinanti per respingere la richiesta del club.
Il primo riguarda l’assenza del cosiddetto periculum in mora, cioè del danno grave e irreparabile che giustificherebbe un intervento immediato. Secondo il TAR, il Cosenza ha potuto completare regolarmente l’iscrizione al campionato di Serie C indicando lo stadio “Ezio Scida” di Crotone come impianto alternativo. Proprio questa disponibilità, secondo il Tribunale, esclude l’urgenza di concedere la sospensione.
La seconda motivazione è legata alla tutela dell’interesse pubblico. Per i giudici prevale infatti la necessità di garantire la sicurezza dei lavori di ammodernamento in corso all’interno del “Marulla”, ritenuta prioritaria rispetto all’interesse della società a disputare le partite casalinghe nel proprio stadio.
Dal 17 agosto il Marulla rischia di restare chiuso
La pronuncia del TAR lascia pienamente efficaci i provvedimenti adottati dal Comune di Cosenza. Se nel frattempo il Consiglio di Stato non dovesse concedere una sospensione cautelare, dal 17 agosto 2026 il “San Vito-Marulla” non potrà essere utilizzato per lo svolgimento delle gare ufficiali.
Uno scenario che costringerebbe il Cosenza Calcio ad affrontare almeno l’inizio della nuova stagione di Serie C lontano dalla propria casa, trasferendo le gare interne allo stadio “Ezio Scida” di Crotone. Una prospettiva che rappresenterebbe un pesante sacrificio sia dal punto di vista sportivo sia sotto l’aspetto economico e del rapporto con la tifoseria.
Il Cosenza prepara il ricorso al Consiglio di Stato
La società rossoblù non intende fermarsi e sta predisponendo l’appello cautelare davanti al Consiglio di Stato, confidando in una decisione favorevole che possa ribaltare quanto stabilito dal TAR. L’obiettivo è ottenere una sospensione degli effetti delle ordinanze comunali e consentire il ritorno immediato al “Marulla”, evitando l’esilio sportivo a Crotone.
La vicenda, tuttavia, è tutt’altro che conclusa. Il rigetto della sospensiva rappresenta soltanto una decisione provvisoria sulla fase d’urgenza e non definisce il contenzioso.
Resta infatti ancora da affrontare il giudizio di merito, nel quale i giudici amministrativi saranno chiamati a stabilire la legittimità dei provvedimenti adottati dal Comune di Cosenza in relazione alla licenza d’uso dello stadio e ai lavori di riqualificazione dell’impianto.
Nel frattempo, l’attenzione resta puntata sul Consiglio di Stato, dal cui eventuale intervento dipenderà la possibilità per il Cosenza Calcio di iniziare la stagione davanti ai propri tifosi oppure di vivere le prime gare casalinghe lontano dal “San Vito-Marulla”.

