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“Denis”, il corto cosentino su Bergamini vola a Beverly Hills: comincia la corsa agli Oscar

Il cortometraggio-documentario "Denis 18.11.89" del regista cosentino Francesco Gallo entra nella corsa agli Oscar 2027: dal 26 giugno al 2 luglio in sala a Beverly Hills, raccontando le 24 ore dopo la morte di Denis con gli occhi della sorella Donata.

Ci sono storie che non si lasciano dimenticare, e quella di Denis Bergamini è una di queste: un calciatore, un amore interrotto, una morte mai del tutto chiarita e una sorella, Donata, che da quasi quarant’anni continua a chiedere verità senza alzare mai la voce, solo con la tenacia di chi non si rassegna.

È da qui che parte “Denis 18.11.89”, il cortometraggio-documentario del regista cosentino Francesco Gallo, oggi ufficialmente inserito nel percorso di qualificazione ai Premi Oscar 2027 nella categoria documentari. Dal 26 giugno al 2 luglio l’opera sarà proiettata nello storico Cinema Lumiere di Beverly Hills, a Los Angeles: una vetrina d’élite davanti ai membri dell’Academy e alla critica internazionale, possibile passaggio decisivo verso la candidatura italiana.

Le ventiquattro ore di Donata

Il film non prova a raccontare tutto. Sceglie le prime ventiquattro ore dopo la morte di Denis, viste con gli occhi della sorella: dal momento in cui apprende la notizia al viaggio che la porta dall’Emilia, da Argenta, fino alla Calabria. Una storia che nasce sulla Statale Jonica 106 — dove il corpo del centrocampista del Cosenza fu trovato il 18 novembre 1989 — e che per anni è stata seppellita sotto la versione del suicidio, prima che, dopo trentacinque anni, arrivasse una prima sentenza.

Nato da una lunga intervista che Gallo realizzò con Donata nel 2019 e cresciuto in tre anni di lavoro, il corto sceglie la dimensione più intima e umana del dramma, affidando il volto di Donata all’attrice Chiara Gatti. Quindici minuti che non rispondono a tutte le domande ancora aperte, ma che provano a tenere accesa una luce su una vicenda raccontata finora quasi solo dalla cronaca.

Da Cosenza al mondo

Prima di Los Angeles, “Denis 18.11.89” ha già fatto molta strada — debuttò il 20 novembre 2024 al Cinema Citrigno di Cosenza, nell’anniversario della scomparsa, alla presenza di Donata e di alcuni ex compagni rossoblù — e ha raccolto riconoscimenti internazionali che gli hanno aperto le porte del circuito americano, con la distribuzione di Voce Spettacolo, specializzata nelle qualificazioni agli Academy Awards.

La sorella di Denis non nasconde l’emozione: “finalmente il nostro viaggio arriva così lontano”, ha raccontato Donata, ribadendo che una storia così non avrebbe dovuto costare a una famiglia una battaglia lunga quasi quarant’anni per ottenere verità e giustizia. E il regista, annunciando l’approdo oltreoceano, ha riassunto l’orgoglio di tutta una città in una frase: “la mecca del cinema si tingerà di rossoblù”.

Una storia che ha trovato chi l’ascolta

Al di là di come andrà a finire, resta una cosa semplice e bella: una storia calabrese, portata avanti con cura, ha trovato chi era disposto ad ascoltarla in tutto il mondo. E questo, a volte, vale già come un premio.

In bocca al lupo a Francesco, a Donata e alla memoria di Denis.

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