COSENZA – Una risoluzione storica, approvata dal Consiglio Comunale dopo quattro ore di acceso dibattito a Palazzo dei Bruzi, segna un punto di rottura (forse definitivo) tra l’amministrazione guidata dal sindaco Franz Caruso (ma anche la minoranza) e il duo societario composto da Eugenio Guarascio e Scalise. Al centro della contesa: milioni di euro di debiti presunti, lavori non autorizzati e la minaccia concreta di negare il nulla osta per la stagione 2026-2027.
La risoluzione del Comune: i punti chiave
La delibera, passata con i voti della maggioranza, non è un semplice ammonimento, ma un atto di indirizzo che impegna il sindaco e i dirigenti a una revisione totale della convenzione quinquennale firmata solo nel 2023. Ecco cosa contesta formalmente il Comune:
- Canoni non pagati: Una ricognizione d’urgenza su tutte le somme dovute dal 2023 a oggi.
- Assenza di automatismi: Il Comune non accetterà più “scomputi” (ovvero detrazioni dal canone) basati su dichiarazioni unilaterali della società.
- Opere non autorizzate: Si indaga su interventi edilizi effettuati senza il preventivo via libera tecnico del Comune.
- Risoluzione del contratto: L’avvio dell’iter per la revoca della convenzione per grave inadempimento o per pubblico interesse (legato ai nuovi progetti di riqualificazione finanziati con i fondi FSC 2021-2027).
Il “buco” da 2 milioni tra Tari, pubblicità e acqua
Secondo quanto illustrato in aula, la posizione debitoria del Cosenza Calcio verso l’Ente sarebbe pesantissima. Si parla di circa 2 milioni 145 mila euro. “Al netto delle cause in corso, è emerso un debito enorme relativo a Pubblicità, Tari e servizio idrico,” ha dichiarato il consigliere Giuseppe D’Ippolito. “Persino lo store di via Arabia risulta moroso per 19 mila euro di spazzatura. Il canone annuo di 90 mila euro poteva essere scorporato solo a fronte di manutenzioni straordinarie regolarmente documentate, cosa che ad oggi non risulta completata correttamente.”
La difesa del Cosenza Calcio: “Siamo noi i creditori”
Se il Comune attacca, la società rossoblù non resta a guardare e promette una battaglia legale senza esclusione di colpi. La posizione del club è diametralmente opposta. La società respinge punto per punto le diffide di Palazzo dei Bruzi. Credito vantato: Il Cosenza Calcio rivendica anzi un credito di 1,7 milioni di euro verso il Comune. Secondo la proprietà, la società è stata costretta ad anticipare somme ingenti per interventi di sicurezza e funzionalità dello stadio che spettavano all’Ente proprietario, rimasto invece inerte.
Il club sostiene di aver dovuto pagare di tasca propria lavori urgenti a causa dell’immobilismo dell’Ente. Lavori indispensabili per garantire la sicurezza e la funzionalità dello stadio. Secondo la società, il Comune (proprietario dell’impianto) non sarebbe intervenuto tempestivamente, costringendo il concessionario ad agire direttamente per non interrompere le attività sportive
Stagione 2026-2027: niente nulla osta
Il punto più critico della risoluzione riguarda il futuro prossimo. Il Comune ha stabilito che, se non ci saranno evoluzioni societarie o se il clima di conflitto rimarrà tale, non verrà concesso il nulla osta per l’utilizzo dello stadio per il campionato 2026/2027.
Questa mossa mette pressione alla proprietà Guarascio-Scalise, ponendo un’ombra sulla continuità sportiva del club in città. La palla passa ora agli uffici tecnici e ai legali: le prossime settimane saranno determinanti per capire se si arriverà a una transazione o se il Cosenza Calcio dovrà cercare “casa” altrove, lontano dal suo pubblico.
Caruso: “Sono dalla parte dei tifosi, contro questa dirigenza”
A illustrare la risoluzione nel corso del Consiglio aperto è stato lo stesso Sindaco Franz Caruso, che ha ribadito con fermezza la propria posizione di vicinanza ai tifosi del Cosenza Calcio e di netta opposizione all’attuale dirigenza societaria. “Non ho bisogno oggi di dichiarare da che parte sto — ha affermato il primo cittadino — perché l’ho sempre fatto, pubblicamente e nei fatti.”
Caruso ha respinto con decisione le accuse di inerzia e connivenza con la proprietà del club: “Non mi appartengono e non mi apparterranno mai. Non ho alcuna responsabilità nelle scelte che hanno portato all’attuale gestione, né ho mai favorito chi oggi occupa quei ruoli. Ho trovato una situazione già definita e ho sempre mantenuto una posizione netta sul piano politico, sportivo e istituzionale.”
Il Sindaco ha inoltre sottolineato il valore identitario del Cosenza Calcio per l’intera comunità: “Abbiamo il dovere di incidere politicamente e sono orgoglioso che questa sera l’intero Consiglio comunale si sia finalmente schierato contro una gestione personalistica e familistica non accettabile. Quei colori rossoblù non li cancellerà mai nessuno.”
Maggioranza e minoranza: convergenza sui contenuti, astensione sul voto
Nel corso della seduta la minoranza consiliare, per voce del consigliere Francesco Caruso, aveva presentato una propria risoluzione alternativa, con l’intenzione di fonderla con il documento della maggioranza. Il Sindaco ha però precisato che i contenuti della proposta minoritaria erano già ricompresi nel testo della maggioranza, aprendo formalmente alla possibilità di un documento unitario.
La correttezza istituzionale, ha spiegato Franz Caruso, imponeva di concludere il dibattito, sospendere la seduta, riunire i capigruppo e costruire insieme una sintesi condivisa, prima di anticipare unilateralmente i contenuti. Il risultato finale è stata l’approvazione del testo della maggioranza con l’astensione — non il voto contrario — dei cinque rappresentanti della minoranza, segnale di una sostanziale convergenza politica sulla questione.
La risoluzione completa
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA a dare piena attuazione al presente indirizzo consiliare mediante i competenti uffici comunali.
IMPARTISCE IL SEGUENTE ATTO DI INDIRIZZO AL DIRIGENTE COMPETENTE
- di procedere, con la massima urgenza, alla puntuale ricognizione dei canoni concessori dovuti dalla società Cosenza Calcio S.r.l. in relazione alla convenzione sottoscritta il 10 agosto 2023, con riferimento all’annualità 2023 e alle annualità successive, accertando:
- gli importi maturati;
- gli eventuali importi suscettibili di legittimo scomputo sulla base di atti espressi dell’Amministrazione;
- le somme residue da richiedere o recuperare;
- di richiedere formalmente alla società concessionaria il pagamento dei canoni concessori dovuti per le annualità 2023 e seguenti, per la parte non validamente compensata o comunque non assistita da idoneo titolo amministrativo e tecnico-contabile;
- di escludere, in sede di ricognizione e richiesta, ogni automatismo compensativo fondato su dichiarazioni unilaterali della società, limitando l’eventuale scomputo ai soli importi espressamente riconosciuti dall’Amministrazione in conformità alla convenzione e agli atti dirigenziali già adottati;
3. di verificare, con il supporto dell’Avvocatura comunale e dei competenti uffici tecnici e finanziari, se la condotta della concessionaria integri inadempimento rilevante agli obblighi convenzionali, con particolare riferimento:
- al mancato o ritardato pagamento dei canoni;
- alla mancata o incompleta trasmissione della documentazione finale richiesta;
- all’eventuale esecuzione di opere non previamente autorizzate ai fini dello scomputo;
- ad ogni ulteriore violazione delle previsioni convenzionali;
4. di avviare, ove ne ricorrano i presupposti all’esito dell’istruttoria, il procedimento finalizzato:
a) alla risoluzione della convenzione per inadempimento, con particolare riferimento al mancato o ritardato pagamento dei canoni concessori, alla mancata produzione della documentazione richiesta, all’eventuale esecuzione di interventi non previamente autorizzati ai fini dello scomputo ed ad ogni altra violazione delle obbligazioni convenzionali;
b) e/o alla revoca della convenzione per sopravvenuti motivi di pubblico interesse, da individuarsi anche nella sopravvenuta attuazione dell’intervento pubblico di riqualificazione dello stadio comunale San Vito – G. Marulla e delle relative aree di pertinenza, già appaltato dall’Amministrazione comunale nell’ambito della Programmazione FSC 2021-2027, ove tale nuovo assetto programmatorio, progettuale ed esecutivo risulti incompatibile o non coerente con la prosecuzione del rapporto concessorio alle condizioni originariamente previste.
5) Si stabilisce fin da subito, qualora il clima sociale permanga uguale, ovvero non vi siano evoluzioni societarie e/o il clima di conflitto dovesse permanere tale, e ci siano le condizioni tecniche e legali, a non concedere il nulla osta per l’utilizzo dello stadio per la stagione sportiva 2026/2027.
Dispone
La trasmissione della presente risoluzione al Dirigente del Settore competente, al Dirigente del Settore finanziario e all’Avvocatura comunale per quanto di rispettiva competenza.

