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Cosenza Calcio: approvata la risoluzione sulla convezione del Marulla. Niente nulla osta a Guarascio

Il Consiglio Comunale di Cosenza ha votato una risoluzione che impegna il Sindaco Franz Caruso a non concedere il nulla osta per la prossima stagione se resterà l'attuale società

COSENZA –  Una seduta fiume, carica di tensione e partecipazione popolare, quella che si è svolta a Palazzo dei Bruzi. Al centro del dibattito, la gestione del Cosenza Calcio da parte del presidente Eugenio Guarascio. Il Consiglio Comunale di Cosenza ha approvato una risoluzione che apre ufficialmente la strada alla revoca della convenzione dello stadio “Gigi Marulla”.

Il punto più importante riguarda l’immediato futuro: il Comune si impegna a negare il rilascio del nulla osta nella prossima stagione agonistica, a meno di cambiamenti radicali nella proprietà del club, ovvero una cessione. Questo perchè l’eventuale revoca della convezione non poteva essere decisa oggi, anche se si è dato mandato ai tecnici di verificare tutti i presupposti per mancati adempimenti del contratto.

Debiti per 2 milioni di euro: i numeri della crisi

Durante l’assemblea, il consigliere di minoranza Giuseppe D’Ippolito ha svelato dettagli allarmanti emersi dall’accesso agli atti sulla convenzione siglata nel luglio 2023. Secondo il settore tributi, la società rossoblù avrebbe accumulato un’esposizione debitoria pesante:

  • Oltre 2 milioni di euro di debiti totali nei confronti del Comune.
  • Contenziosi pendenti su Tari, Pubblicità e Servizio Idrico.
  • 19.000 euro di morosità relativi allo store di via Arabia.
  • Mancata rendicontazione dell’Articolo 8: il club non avrebbe mai versato il 3% degli incassi previsto al superamento dei 10.000 biglietti venduti.

Inoltre, resta il nodo delle manutenzioni straordinarie: il canone annuo di 90.000 euro poteva essere scomputato a fronte di lavori nello stadio, ma gli uffici tecnici dichiarano di non avere prove del completamento degli interventi.

La difesa del Cosenza Calcio: “Il Comune ci deve 1,7 milioni”

La replica della società non si è fatta attendere. Attraverso il proprio studio legale, il Cosenza Calcio contesta punto per punto le accuse, sostenendo di essere in realtà in credito di 1,7 milioni di euro verso Palazzo dei Bruzi. Secondo la dirigenza, la società avrebbe anticipato fondi per lavori urgenti e indispensabili (sicurezza e funzionalità dell’impianto) che spettavano al Comune, proprietario della struttura, accusato di “immobilismo”.

Il Sindaco Caruso: “Sempre dalla parte dei tifosi”

Il primo cittadino, Franz Caruso, ha assunto una posizione netta, respingendo ogni accusa di connivenza con la proprietà: “Non ho messo io Guarascio alla guida del Cosenza. Respingo con durezza ogni ipotesi di inerzia. Il Cosenza Calcio è un patrimonio della comunità e non può essere una gestione affaristica e personalistica”. Caruso ha sottolineato come la risoluzione contenga anche le istanze dell’opposizione, creando un fronte compatto tra politica e tifoseria.

La rabbia della tifoseria: “Vogliamo dignità, non categorie”

Determinante è stata la pressione dei gruppi organizzati (Curva Sud, Cosenza nel Cuore, Centro Coordinamento Club). I rappresentanti dei tifosi hanno parlato di un vero e proprio “scempio sociale”, definendo il Marulla una “cattedrale nel deserto”. La richiesta è chiara: se la società rimarrà nelle mani di Guarascio e Scalise, il Comune deve impedire l’utilizzo dello stadio, mettendo di fatto a rischio l’iscrizione al campionato.

 

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