PICERNO (PZ) – Picerno-Cosenza 3-1: doveva essere la notte della svolta, la risposta rabbiosa ai successi di Salernitana e Casertana, e invece il Cosenza si è sciolto ancora una volta sul più bello, confermando una preoccupante “allergia” alle trasferte in questo 2026.Al “Curcio” finisce 3-1 per un Picerno affamato, che mette in cassaforte la salvezza e regala ai lupi l’ennesima serata di rimpianti.
Picerno-Cosenza 3-1: non basta il goal di Florenzi
Eppure l’avvio era stato incoraggiante: dopo un palo colpito da Cannavò, Florenzi aveva sbloccato il match con una splendida conclusione volante su assist di Garritano. Sembrava il preludio a una serata trionfale, ma è stato solo un’illusione durata 25 minuti. Il castello rossoblù è crollato sotto il peso di errori difensivi imperdonabili: prima l’incornata solitaria di Del Fabro su corner, poi il siluro dalla distanza di Bianchi e infine il colpo del KO di Cardoni, lesto a ribadire in rete dopo che Pompei aveva neutralizzato un rigore (concesso via FVS) ad Abreu.
In mezzo, il buio totale: una squadra apparsa svuotata, incapace di reagire e troppo distante da quel mantra “sporchi, brutti e cattivi” invocato da Mister Buscè. Proprio il tecnico, nel post-partita, non ha cercato scuse: “Siamo stati ingenui e superficiali, ci è mancata la cattiveria agonistica che ha avuto il Picerno“.
Una critica che investe anche la gestione dei cambi, apparsi tardivi quando il match era ormai compromesso, con l’unica nota lieta rappresentata dal ritorno in campo di Mazzocchi dopo quattro mesi di stop. Il ko lascia il Cosenza inchiodato al quinto posto e riapre il dibattito sul carattere di un gruppo che, nei momenti chiave, sembra soffrire di un cronico “braccino”.






