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Cosenza, il richiamo di casa: Ciccio De Rose (cicciopolpaccio) pronto all’ultimo ballo in rossoblù?

Tra nostalgia e necessità di leadership, prende quota l’ipotesi del ritorno del centrocampista cosentino. Un affare che divide la piazza tra cuore e carta d’identità.

COSENZA – Ci sono storie che sembrano scritte per avere una struttura circolare. Partono, fanno un lungo giro, e poi tornano esattamente dove tutto è iniziato. Quella tra il Cosenza Calcio e Francesco “Ciccio” De Rose potrebbe essere una di queste.

Con la finestra di mercato di gennaio ormai nel vivo, il nome del classe ’87, attualmente in forza al Catania ma ai margini del progetto tecnico etneo, è tornato a rimbalzare con insistenza tra i vicoli della città dei Bruzi e le stanze dell’Hotel Sheraton. Non è la prima volta che si parla di un ritorno del “figlio del San Vito”, ma questa volta la sensazione è diversa: c’è l’urgenza di una squadra che cerca identità e la volontà ferrea di un giocatore che vuole chiudere il cerchio.

Un amore mai nascosto

De Rose non ha mai fatto mistero del suo legame viscerale con i colori rossoblù. Già lo scorso ottobre, in tempi non sospetti, aveva lanciato messaggi inequivocabili: “Ho provato in tutti i modi a tornare”. Parole che sanno di promessa e di rimpianto, ma che oggi potrebbero trasformarsi in una firma sul contratto. Per i tifosi più romantici, De Rose è ancora il ragazzo che tra il 2006 e il 2011 ringhiava sulle caviglie degli avversari, incarnando lo spirito di sacrificio di una tifoseria intera.

Cosa porterebbe (e cosa no)

Ma il calcio, si sa, non vive di soli ricordi. L’operazione De Rose va analizzata con freddezza:

  • I PRO: Il Cosenza 2024/25 ha mostrato, a tratti, una preoccupante fragilità caratteriale. De Rose porterebbe nello spogliatoio quel senso di appartenenza e quella “garra” che spesso sono mancate nei momenti chiave. Conoscere la piazza significa saper gestire le pressioni del “Marulla” quando la palla scotta. Sarebbe il leader emotivo che serve per compattare il gruppo.
  • I CONTRO: La carta d’identità recita 38 anni. La Serie B richiede ritmi forsennati e un’intensità fisica che un giocatore a fine carriera, per quanto integro, potrebbe faticare a garantire con continuità. Il dubbio della dirigenza è legittimo: è un’operazione tecnica o solo una mossa per placare la piazza con un nome amato?

La situazione

Al momento la trattativa è aperta. Il Catania non farebbe barricate per liberarsi di un ingaggio pesante di un giocatore fuori dai piani, e De Rose accetterebbe Cosenza anche a condizioni economiche vantaggiose per il club. Resta da capire se l’area tecnica vorrà puntare tutto sull’usato sicuro o virare su profili più giovani e di prospettiva.

Comunque vada a finire, l’ipotesi De Rose ha già acceso il dibattito. Perché a Cosenza, certi giocatori non saranno mai solo dei passanti. E Ciccio, quella maglia, ce l’ha tatuata addosso ben prima di indossarla.

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