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Cosenza Calcio è il solito copione. Finisce anche l’era di Gualtieri. Il DG getta la spugna dopo 4 mesi tra tensioni e progetto mai decollato

Dopo appena quattro mesi si chiude l’esperienza di Salvatore Gualtieri in rossoblù. Un altro addio dirigenziale che riaccende i dubbi sul futuro del club

COSENZA – Al Cosenza Calcio si ripete un copione ormai noto. Dopo appena quattro mesi si conclude l’esperienza di Salvatore Gualtieri come Direttore Generale del club rossoblù. L’addio, trapelato nelle prime ore della mattinata e ufficializzato a pranzo con un breve comunicato societario, rappresenta l’ennesimo segnale di instabilità all’interno della società silana.

Una separazione che non ha sorpreso più di tanto l’ambiente: tra chi ne aveva previsto l’uscita anticipata e chi ritiene abbia resistito anche troppo, la sensazione diffusa è quella di un progetto mai realmente partito.

I 4 mesi di Salvatore Gualtieri al Cosenza Calcio

Gualtieri era stato fortemente voluto dal presidente Eugenio Guarascio con l’obiettivo di rilanciare il brand Cosenza in una stagione delicata, segnata dalla ripartenza dalla Serie C dopo la retrocessione dello scorso anno. Il suo mandato, però, è durato appena tre settimane in più rispetto a quello del predecessore Beppe Ursino, dimessosi poco prima di Natale.

Il comunicato ufficiale parla di “naturale conclusione del rapporto alla scadenza contrattuale del 31 dicembre 2025”, una versione che appare in netto contrasto con l’ambizioso progetto illustrato solo pochi mesi fa. Contattato dal Corriere Sportivo di Calabria, lo stesso Gualtieri si è limitato a confermare l’interruzione del rapporto professionale, senza entrare nel merito delle motivazioni.

Il progetto “Cosenza Identity” rimasto sulla carta

Durante la conferenza stampa di presentazione dello scorso ottobre, Gualtieri aveva definito il suo incarico come una sfida stimolante, illustrando il progetto “Cosenza Identity”: un piano di rilancio basato su valorizzazione del territorio, rafforzamento del brand, sviluppo del settore giovanile, coinvolgimento delle scuole calcio e sostenibilità economica attraverso iniziative sociali.

L’idea prevedeva un dialogo costante con istituzioni, sindaci e tifoseria per ricostruire il legame tra club e città. Propositi rimasti, però, confinati alla fase teorica, senza mai tradursi in azioni concrete.

Un contesto societario difficile da gestire

Il Direttore Generale si è scontrato fin da subito con un contesto estremamente complesso: contestazione dura della tifoseria, stadio San Vito-Marulla spesso disertato, sponsor locali sempre più distanti, appeal ai minimi storici e rapporti freddi con le istituzioni cittadine.

Durante la conferenza di ottobre, i pochi giornalisti presenti avevano sollevato criticità mai risolte: assenza di investimenti strutturali, mancanza di un centro sportivo adeguato, settore giovanile sottosviluppato e una comunicazione societaria pressoché inesistente. Elementi che hanno fatto apparire il progetto come un’iniziativa a costo zero, priva delle basi necessarie per sostenere un vero rilancio.

Biglietti, curve chiuse e la tifoseria che ha scaricato Guarascio

A peggiorare il clima hanno contribuito anche alcune decisioni societarie controverse, come la chiusura temporanea delle curve per ridurre i costi (poi riaperte). La nuova chiusura dei due settori e l’annuncio di prezzi popolari per la Tribuna A, applicati di fatto solo per una singola partita.

Una dinamica che richiama da vicino quanto accaduto con le dimissioni di Ursino: alla vigilia di Natale 2024, il precedente DG lasciò l’incarico dopo la decisione iniziale di fissare a 30 euro il prezzo dei biglietti delle curve per il derby con il Catanzaro, successivamente ridotto a 19 euro senza però placare la protesta dei tifosi.

Gualtieri aveva anche incontrato i rappresentanti della tifoseria organizzata, che avevano ribadito in modo netto la loro contrarietà all’attuale proprietà. Nonostante la versione ufficiale, appare evidente come un progetto pensato per il lungo periodo non potesse esaurirsi in pochi mesi.

Il futuro del Cosenza Calcio resta incerto

Con l’uscita di scena di Salvatore Gualtieri, il Cosenza Calcio si ritrova ancora una volta con un vuoto dirigenziale e un rapporto sempre più compromesso con città e provincia. La gestione resta nelle mani dell’amministratore unico Rita Rachele Scalise e del presidente onorario Guarascio, che continua a mantenere il silenzio mentre la piazza invoca a gran voce un cambio di proprietà.

Per Gualtieri, dirigente stimato e con esperienza, si apriranno con ogni probabilità nuove opportunità professionali lontano da una realtà rivelatasi troppo complessa. Per i tifosi rossoblù, invece, resta l’amara constatazione di vedere un altro dirigente lasciare dopo pochi mesi, in una storia che al Cosenza sembra ripetersi senza fine.

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