COSENZA – La stagione del Cosenza Calcio si è chiusa nel modo più doloroso possibile. Il pesante 5-1 subito nei play-off contro il Casarano ha lasciato ferite profonde nell’ambiente rossoblù, ma in conferenza stampa mister Buscè ha scelto di metterci la faccia, difendendo con forza il lavoro svolto durante tutta la stagione. Dopo 48 ore di silenzio, il tecnico si è presentato davanti ai giornalisti per analizzare il crollo della squadra, rispondere alle critiche e parlare del proprio futuro sulla panchina dei Lupi. Un intervento lungo, intenso e a tratti emozionante, nel quale Buscè ha rivendicato l’impegno suo e del gruppo: “Una partita non può cancellare dieci mesi di sacrifici, serietà e amore per questa maglia”.
Buscè analizza il ko: “Siamo andati in tilt mentale”
L’allenatore rossoblù ha spiegato come la sconfitta non sia nata da una sottovalutazione dell’avversario. Buscè conosceva bene il potenziale offensivo del Casarano, squadra capace di segnare 60 gol in campionato, ma ritiene che il Cosenza abbia perso la gara soprattutto sul piano psicologico. Per oltre 40 minuti, infatti, il Casarano non aveva praticamente creato occasioni pericolose. Il problema, secondo il tecnico, è stato non riuscire a chiudere la partita quando il Cosenza era in vantaggio.
“Dovevamo fare il secondo o il terzo gol. Dopo l’1-1 è arrivato il blackout”, ha spiegato Buscè. Il pareggio subito allo scadere del primo tempo avrebbe infatti provocato un crollo mentale della squadra. Negli spogliatoi il mister aveva già percepito il rischio di un collasso emotivo: “O reagivamo subito oppure sarebbe finita male”. Nel secondo tempo, però, il Cosenza si è disunito completamente, lasciando spazio alla superiorità del Casarano.
“Dieci mesi di lavoro meritano rispetto”
Nonostante la delusione per l’eliminazione, Buscè ha difeso con orgoglio il percorso compiuto dal Cosenza durante tutta la stagione.
Il tecnico ha ricordato alcuni dati significativi: il Cosenza è stata la squadra con più vittorie casalinghe tra i tre gironi, i rossoblù hanno conquistato otto successi consecutivi al “Marulla”, sono andati a segno ben 17 giocatori diversi, il club ha riportato oltre 3000 tifosi allo stadio dopo anni difficili. Per Buscè, proprio il ritrovato entusiasmo della piazza rappresenta una delle vittorie più importanti dell’anno. “Non accetto che venga buttato via tutto per una partita sbagliata”, ha dichiarato il tecnico, chiedendo rispetto per il lavoro svolto dallo staff e dai giocatori.
Mercato di gennaio e rosa indebolita
Nel corso della conferenza stampa, Buscè ha affrontato anche il tema del mercato invernale, ammettendo implicitamente che il Cosenza abbia perso equilibrio nella seconda parte della stagione. Le assenze di giocatori chiave come Mazzocchi, fermato dagli infortuni, e soprattutto le partenze di Juan e Ricciardi hanno inciso pesantemente sull’identità tattica della squadra.
Buscè ha sottolineato come Ricciardi fosse fondamentale nelle ripartenze offensive, mentre Juan garantiva fisicità e presenza a centrocampo. I nuovi arrivi, invece, avevano caratteristiche differenti e alcuni non erano ancora al massimo della condizione. Una situazione che, secondo il tecnico, ha inevitabilmente limitato le possibilità della squadra nella fase decisiva del campionato.
Il rapporto con Guarascio e il futuro sulla panchina rossoblù
Il futuro di Buscè resta tutto da scrivere. Il contratto dell’allenatore è in scadenza e nei prossimi giorni è previsto un confronto con il presidente Eugenio Guarascio. Il tecnico non ha nascosto l’esistenza di divergenze su alcuni aspetti organizzativi e infrastrutturali, ma ha ribadito di aver sempre lavorato per il bene del club. “Per restare servono le condizioni per fare uno step in avanti”, ha spiegato. “Bisogna capire se ci sono le possibilità di migliorare davvero quanto fatto quest’anno”.
Buscè ha comunque lasciato intendere che, in caso di separazione, il rapporto con la società potrebbe chiudersi senza polemiche: “Se le visioni non coincideranno, ci saluteremo con una stretta di mano”.
Lo sfogo più duro: “Dimettersi significa tradire il gruppo”
Il momento più forte della conferenza è arrivato quando Buscè ha risposto alle critiche ricevute nei momenti difficili della stagione. Il tecnico ha respinto con decisione l’idea di dimettersi durante il campionato, rivendicando la propria coerenza umana prima ancora che professionale. “Girare le spalle al gruppo nei momenti complicati non fa parte dei miei valori”, ha dichiarato con fermezza. Buscè ha raccontato di aver sempre pensato ai propri figli come bussola morale, spiegando di non voler mai scappare davanti alle difficoltà. Da qui anche la frase che meglio sintetizza il suo stato d’animo dopo la sconfitta: “Vado a testa alta. Non ho nulla di cui vergognarmi”.
In chiusura, Buscè ha indicato le squadre favorite per la vittoria finale dei play-off: Casarano, Brescia, Salernitana e Catania. Un elogio particolare è stato rivolto ai giocatori più esperti, come Cosimo Chiricò, ritenuti determinanti in gare ad alta tensione emotiva.

