COSENZA – Oltre 2mila tifosi hanno invaso nel pomeriggio le strade del centro cittadino per manifestare tutto il dissenso nei confronti dell’attuale proprietà del Cosenza Calcio. Tifosi arrivati anche da diversi comuni della provincia, hanno preso parte alla grande mobilitazione organizzata dalla tifoseria rossoblù contro la gestione del club guidata dal patron Eugenio Guarascio e dall’amministratrice unica Rita Rachele Scalise.
Una protesta carica di rabbia, appartenenza e orgoglio, che ha attraversato Corso Mazzini ed ha riportato il cuore pulsante del tifo cosentino tra le vie della città dopo mesi di contestazione vissuti all’esterno dello stadio “San Vito-Gigi Marulla” e attraverso la clamorosa scelta di disertare le partite casalinghe.
Cosenza in piazza: “Non è più solo calcio”
Il corteo ha attraversato il centro di Cosenza in un clima intenso e partecipato. In strada c’erano i gruppi della Curva Nord e della Curva Sud, il Centro Coordinamento Club, numerosi tifosi provenienti dalla provincia e tante famiglie unite dalla passione per i colori rossoblù. Presenti anche volti storici legati al Cosenza Calcio come Gigi Simoni e Alberto Urban, oltre a rappresentanti delle istituzioni cittadine, tra cui il sindaco Franz Caruso, assessori comunali e il presidente del Consiglio comunale.

Nonostante nelle ultime ore siano circolate notizie relative a una possibile cessione della società a una holding canadese, la protesta non si è fermata. Anzi, l’ipotesi di un imminente cambio di proprietà avrebbe ulteriormente rafforzato la volontà della tifoseria di chiedere una svolta definitiva dopo anni di tensioni e contestazioni. Tra i cori e gli striscioni esposti durante la manifestazione, un messaggio è apparso chiaro: “Non è più solo una questione di calcio, ma di dignità”.
La contestazione contro la gestione Guarascio
La piazza rossoblù accusa l’attuale proprietà di aver progressivamente allontanato la città dalla squadra, spegnendo l’entusiasmo attorno al club e svuotando il “Marulla”. Secondo molti tifosi presenti alla manifestazione, la gestione societaria avrebbe contribuito a creare una profonda frattura con l’ambiente calcistico cosentino. Le critiche riguardano non soltanto la prima squadra, ma anche il settore giovanile e il calcio femminile, considerati trascurati nel corso degli ultimi anni.
Tra la folla erano presenti tifosi di ogni età: giovani, famiglie, anziani e storici sostenitori del Cosenza accomunati dalla volontà di difendere l’identità rossoblù.
Il calcio come simbolo di identità cittadina
A Cosenza il calcio rappresenta molto più di una semplice passione sportiva. Per la tifoseria rossoblù è un elemento identitario capace di unire intere generazioni e raccontare il legame profondo tra squadra e territorio. Per questo motivo, la scelta della parte più calda del tifo organizzato di disertare per mesi le partite casalinghe è stata vissuta come un gesto forte e doloroso, simbolo di una frattura ormai diventata insanabile con l’attuale proprietà. La manifestazione di oggi ha confermato come il malcontento non sia episodico, ma il risultato di una contestazione maturata nel tempo e destinata a proseguire fino a quando non arriverà una svolta societaria concreta.

Attesa per la possibile cessione del Cosenza Calcio
Nel frattempo cresce l’attesa attorno alla trattativa per la possibile cessione del club alla holding canadese interessata all’acquisizione del Cosenza Calcio. Le indiscrezioni delle ultime ore parlano di una trattativa entrata nella fase decisiva, ma i tifosi continuano a chiedere certezze e ufficialità prima di abbassare la tensione.
La sensazione, emersa chiaramente anche durante la manifestazione, è che il popolo rossoblù voglia riappropriarsi della propria storia, del proprio futuro e soprattutto della propria dignità.

