COSENZA – Un passivo pesante, ma soprattutto una fotografia spietata del momento in casa Cosenza Calcio. La sconfitta per 4-0 sul campo del Catania lascia strascichi profondi nell’ambiente rossoblù. Nel post-partita, Mister Federico Coppitelli si è presentato ai microfoni del giornalista Pippo Gatto di NuovaCosenza senza cercare scuse, tracciando un bilancio lucido e preoccupante sulle condizioni del gruppo e sulle prospettive della stagione che appaiono nerissime.
Un allarme lanciato in estate: “Situazione più complessa del previsto”
Più che di un crollo improvviso, il tecnico parla di una criticità annunciata. Coppitelli ha ricordato come già a cinque giorni dall’inizio del campionato, dopo l’amichevole contro la Vibonese, avesse segnalato le prime crepe:
“Avevo lanciato un allarme perché in quella partita giocarono elementi come Caporale, Emausso, Langella e Ciotti, ragazzi che poi ci hanno progressivamente abbandonato. Onestamente non credevo di trovare una situazione così complessa, ma insieme allo staff e al direttore stiamo lavorando 24 ore al giorno per rendere questa squadra presentabile.”
La partita e il caso Iliev: fiducia al giovane portiere
Nonostante la tenuta del campo iniziale, il rigore concesso al Catania ha spezzato l’equilibrio e la fiducia dei ragazzi. Tra i singoli, l’attenzione si è concentrata anche sul portiere Iliev, apparso ancora contratto e bloccato dalla pressione.
Coppitelli ha difeso l’estremo difensore, spiegando il cambio di contesto rispetto al passato. “La passata stagione Iliev era protetto da una linea difensiva esperta e collaudata. Con l’inserimento graduale di Dalmazzi e la sola guida di Paolo, il resto della retroguardia è composto da elementi molto giovani. Un contesto che richiede tempo prima di ritrovare la necessaria sicurezza”.
Il futuro del Cosenza Calcio “Centrare l’obiettivo ad oggi è un miracolo”
Con un calendario fitto che vede il Cosenza atteso da tre gare ravvicinate , la strada per la squadra si preannuncia in salita. Coppitelli non nasconde la gravità del momento e chiude con una dichiarazione che suona come un forte richiamo alla realtà: “Il cammino sarà lungo, tortuoso e pesante. Bisogna essere seri: come ha detto il direttore abbiamo un obiettivo, ma ad oggi centrarlo sarebbe un vero miracolo“.

