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Il Crotone è partito da meno sei e ha fatto più punti di noi. Il Cosenza è l’unica del girone a non aver ancora vinto

Sette giornate, zero vittorie, peggior difesa del girone. Il Crotone è partito da meno sei e sul campo ne ha raccolti il triplo.

Ci sono classifiche che vanno lette due volte. Quella del girone C di Serie C, dopo sette giornate, è una di queste.

All’ultimo posto c’è il Crotone con zero punti. Al penultimo il Cosenza con due. A un occhio distratto sembrerebbe che i rossoblù stiano meglio dei cugini pitagorici. È vero il contrario, ed è sufficiente guardare le colonne accanto.

Il Crotone ha iniziato il campionato con sei punti di penalizzazione, inflitti in primavera dal Tribunale Federale Nazionale per violazioni di natura amministrativa. Sul campo, in sette partite, ne ha conquistati sei: una vittoria e tre pareggi. Il Cosenza, in altrettante gare, ne ha messi insieme due: nessuna vittoria, due pareggi e cinque sconfitte.

Detta in un altro modo: una squadra che partiva da meno sei ha raccolto sul terreno di gioco il triplo dei punti dei rossoblù. E senza quella penalizzazione, oggi l’ultimo posto del girone C sarebbe del Cosenza, in solitaria, con quattro lunghezze di distacco dal Crotone.

L’unica senza vittorie

C’è poi il dato che pesa più di tutti, ed è un primato che nessuno vorrebbe. Nel girone C, dopo sette giornate, il Cosenza è l’unica squadra a non aver ancora vinto una partita. Tutte le altre diciannove hanno festeggiato almeno una volta. Compreso il Crotone. Compreso il Savoia, che ha sei punti. Compreso il Barletta, che ne ha sette con una sola vittoria.

Il resto dei numeri conferma la fotografia. Sedici gol subiti: è la peggior difesa del girone, e non c’è nessuno vicino. Cinque gol fatti: peggio ha fatto soltanto il Team Altamura, fermo a quattro. In trasferta il bottino è di zero punti su dodici disponibili, con quattro viaggi e quattro sconfitte tra Cerignola, Catania, Giugliano e Bari.

Cosa dice la partita di sabato

L’1-0 del San Nicola ha aggiunto poco al quadro, ma qualcosa l’ha detta. Il gruppo ha fatto quello che poteva: tanto impegno, limiti tecnici evidenti, molta gioventù che andrebbe aiutata. Nel finale è arrivata la buona volontà, ma una sola vera occasione da gol all’80’. Troppo poco, considerando che il Bari di sabato non ha affatto impressionato.

E qui si apre il nodo che il campo non può risolvere. Coppitelli e il suo staff si trovano nell’occhio del ciclone senza averne grande responsabilità: hanno accettato una piazza difficile, forse spinti dalla voglia di misurarsi con una situazione complicata, e oggi rischiano di pagarne le conseguenze al posto di chi quella situazione l’ha costruita.

Il calendario, e quello che serve

Davanti ci sono il Foggia il 4 ottobre e l’Altamura il 18, entrambe da giocare allo Scida di Crotone. Due avversarie alla portata: i pugliesi hanno otto punti, gli altamurani sette. Se non si muove la classifica lì, il distacco dalla zona play-out — oggi il Savoia quartultimo è a sei — rischia di diventare strutturale.

Perché il problema non è essere penultimi a fine settembre. È essere l’unica squadra del girone che, dopo sette giornate, non sa ancora cosa si prova a vincere.

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