COSENZA – Il clima intorno al Cosenza Calcio si fa sempre più rovente. In un momento cruciale della stagione, segnato dai playoff di Serie C, l’associazione “Cosenza Nel Cuore” ha diramato un comunicato al vetriolo ma chiaro e netto. Nel mirino non c’è la squadra, ma la gestione societaria guidata dal Presidente Onorario Eugenio Guarascio, accusato di voler spostare le responsabilità dei fallimenti sportivi e ambientali sulle spalle della tifoseria anche alla luce della lettera pubblicata qualche giorno fa.
“I tifosi non sono il capro espiatorio”
Il cuore della polemica risiede nel tentativo, da parte di alcuni ambienti vicini alla società e di alcuni media, di addossare la colpa di un eventuale esito negativo dei playoff ai tifosi che hanno scelto la via della diserzione dello stadio per protesta. “Dare la colpa a una tifoseria in protesta per il fallimento di una competizione sportiva è quanto di più gretto e umiliante si possa esprimere”, si legge nella nota dell’associazione. Secondo Cosenza Nel Cuore, la scelta di non recarsi al “San Vito-Marulla” non è mancanza di attaccamento, ma un atto di dignità contro quella che definiscono una delle gestioni più buie della storia del calcio rossoblù.
Lo scontro con le istituzioni e il caso Guarascio
L’attacco dell’associazione non risparmia i vertici societari, definendo “deprecabile” il tentativo di Guarascio di coinvolgere nelle polemiche anche il Consiglio Comunale e l’Amministrazione cittadina. “Cosenza, con una società che sappia fare calcio e che abbia rispetto per la città, potrebbe entrare nel novero delle piazze più in vista del calcio nazionale”, prosegue il comunicato. L’associazione utilizza parole forti, parlando di una dirigenza “sorda a ogni suggerimento” e citando l’allocuzione dialettale “Ciuccio e Presuntuoso” per descrivere l’atteggiamento della presidenza.
Cessione societaria: “Trattative poco trasparenti”
Uno dei punti più caldi del comunicato riguarda le trattative per la vendita del club. L’associazione punta il dito contro la mancanza di trasparenza documentale, che avrebbe fatto fuggire potenziali investitori seri.
Secondo Cosenza Nel Cuore, le proposte di acquisto verrebbero bollate come “evanescenti” solo perché i proponenti pretendono di visionare i bilanci e le pendenze reali prima di investire milioni di euro. “Sono almeno un paio di anni che alcune trattative sono in stand-by perché non viene fornita adeguata documentazione”, denuncia l’associazione, criticando anche il ruolo della dottoressa Scalise nella gestione dei rapporti con i potenziali acquirenti.
La metafora di Re Salomone: vero amore o interesse?
Per spiegare la situazione attuale, il Direttivo dell’associazione ricorre a un esempio biblico: la sentenza di Re Salomone. Come la vera madre preferì rinunciare al figlio piuttosto che vederlo diviso in due, così chi ama davvero il Cosenza dovrebbe essere pronto a farsi da parte per il bene dei colori rossoblù.
“Il Presidente dice di non cedere ai ricatti, ma tra le linee si legge: crollasse il mondo, io non ascolto”. Il comunicato si chiude ricordando i numerosi professionisti e figure di valore sportivo che, negli ultimi anni, hanno preferito allontanarsi da una situazione societaria definita “insostenibile”.

