POTENZA – Amarezza e autocritica nelle parole di mister Antonio Buscè al termine del pareggio per 2-2 tra Sorrento e Cosenza. Il tecnico rossoblù, visibilmente deluso per un risultato che non rispecchia l’andamento del match, ha puntato il dito sulle solite distrazioni difensive che continuano a costare punti preziosi. “È sempre la stessa storia – ha esordito Buscè – subiamo gol su cross, che siano fatti bene o male. Questo è il nostro grande difetto: manca la mentalità di questa categoria, la mentalità di Serie C. Se l’avessimo, certe partite le porteremmo a casa.”
Buscè “Il Cosenza ha difetti che si ripetono da inizio stagione”
Il tecnico ha sottolineato come le disattenzioni siano un problema strutturale, emerso sin dalle prime gare di campionato: “È una disattenzione continua, che si ripete da quando abbiamo iniziato le partite che contano, dalla Coppa Italia al campionato. Facciamo il 2-1 al 74’ e al 78’ prendiamo gol: una squadra con mentalità di Serie C non può permetterselo. Se qualcuno si sente ancora un giocatore di Serie B, diventa un problema.” Buscè ha invitato la squadra a un cambio di atteggiamento: “Bisogna dare una sterzata, altrimenti continueremo a leccarci le ferite. Serve più concentrazione, più cattiveria, più mentalità. Non possiamo nasconderci dietro un dito”.
Le vittorie avevano nascosto i nostri limiti
L’allenatore del Cosenza ha poi riconosciuto che alcune vittorie iniziali avevano probabilmente mascherato certe lacune: “Forse quelle tre vittorie ci avevano illuso. La vittoria a volte nasconde i difetti, ma strada facendo emergono. Non possiamo ogni volta subire gol su un semplice cross. In Serie C serve attenzione, determinazione, cattiveria agonistica: basta poco per essere puniti. E questa la verità: purtroppo manca la mentalità di questa categoria, di questa categoria, manca la mentalità di Serie C“.
“Orgoglioso dei ragazzi, ma serve umiltà”
Nonostante la delusione, Buscè ha voluto riconoscere l’impegno della squadra: “I ragazzi danno tutto, ogni partita. Ma ci perdiamo in un bicchier d’acqua. Sono arrabbiato perché lavoriamo tanto su queste situazioni. Dobbiamo farci tutti un esame di coscienza, me compreso. Se pensiamo di essere già un ‘cigno bianco’, sbagliamo: dobbiamo ricordarci che siamo ancora il brutto anatroccolo, e lavorare per diventare squadra vera”. Il tecnico ha poi speso parole positive per chi ha avuto meno spazio finora: “Sono contento per Dalle Mura, alla prima da titolare ha fatto molto bene, così come Ferrara. Tutti si stanno mettendo a disposizione e questo è importante”.
Buscè chiude con un monito chiaro alla squadra: “Serve mentalità, attenzione e consapevolezza della categoria. Solo così potremo trasformare i rimpianti in vittorie”.



