COSENZA – Un solo punto in classifica, ultimo posto solitario, 14 reti incassate e appena 4 realizzate. È un Cosenza Calcio smarrito, fragile e privo dei vertici societari al suo fianco quello che si appresta ad affrontare la Scafatese nel match casalingo dell’Ezio Scida (che si giocherà nuovamente a porte chiuse). Alla vigilia di un vero e proprio spartiacque stagionale, in sala stampa si è presentato ancora una volta soltanto il tecnico Roberto Coppitelli. Nessun dirigente, nessun segnale di scuse per il momento buio o per l’assurdo comunicato diffuso dopo la pesante umiliazione di Giugliano.
Il risultato è che l’allenatore si è dovuto caricare interamente sulle spalle il peso delle spiegazioni davanti a una tifoseria e a un ambiente sempre più lontani e distanti dal futuro dei Lupi.

Manca la reazione: “Una sconfitta che lascia dolore”
Riavvolgendo il nastro dopo il 5-1 subito nell’ultimo turno — arrivato al termine di un blackout clamoroso negli ultimi minuti nonostante la superiorità numerica e la temporanea rimonta sul 2-2 —, Coppitelli non ha cercato alibi: “È una sconfitta che ci lascia del dolore, ed è un dolore fisico. Non abbiamo ancora la capacità di reagire a una difficoltà all’interno della partita.”
Secondo il tecnico ex Casertana, il limite principale della squadra in questo avvio di stagione è soprattutto di natura caratteriale e mentale, prima ancora che tattico. Analizzando le cause strutturali della crisi, Coppitelli ha evidenziato come l’allestimento tardivo della rosa abbia compromesso la preparazione atletica e la creazione di automatismi di gioco. Una squadra giovanissima, priva di punti di riferimento d’esperienza capaci di gestire i momenti di sofferenza.
Sul fronte spogliatoio e sulla mancata presenza ai microfoni nel post-gara di Giugliano, il tecnico ha fatto chiarezza respingendo le voci di presunti spaccature interne:
Sintonia con la dirigenza sportiva: Ribadita la “stima professionale infinita” nei confronti del DS Lucioni, spiegando che il silenzio post-partita è stata una decisione condivisa per analizzare l’amarezza nelle sedi opportune.
Tensioni sulla comunicazione: Non sono mancati momenti di confronto acceso con i giornalisti in sala stampa, con la stampa locale che lamenta da tempo l’assenza dei vertici societari per fare chiarezza sul progetto sportivo anziché scaricare le colpe unicamente su fattori logistici esterni.
Campo e tattica: Iliev sotto tutela, confermata la difesa a tre
Sul piano delle scelte individuali, il tecnico si è soffermato sul momento no del portiere Iliev (classe 2005), finito nel mirino delle critiche dopo le recenti prestazioni opache:
- “Sta underperformando perché ha qualità decisamente superiori a quelle mostrate ultimamente” ha dichiarato Coppitelli, confermando comunque l’imminente arrivo di un nuovo estremo difensore che contenderà la maglia da titolare.
- Assetto tattico: Nessun stravolgimento in vista del match con la Scafatese; si proseguirà con il 3-5-2 (o difesa a tre) come impianto base.
L’appello e la determinazione: “ho scelto il Cosenza Calcio, Io non vado via”
In chiusura, Roberto Coppitelli ha allontanato con fermezza ogni voce di possibili dimissioni o resa anticipata, lanciando un messaggio di forza alla squadra e alla città intera: “Il 99,9% delle persone nella mia situazione mi direbbe di andare via. Io non lo faccio perché nella mia mente competitiva penso di poter dare ancora tanto a questa squadra. Cosenza per me rappresenta un traguardo.”

