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Due vittorie in trentasette anni. Il Cosenza va a Bari (e non sa ancora se potrà portarci i suoi tifosi)

Diciannove trasferte in Puglia, due vittorie, l'ultima nel 1993. Domani si torna al San Nicola senza Pascalau e senza sapere se i tifosi potranno esserci.

In diciannove trasferte giocate a Bari, i rossoblù hanno vinto due volte. Due. La prima nel 1989, uno 0-3, la seconda nel 1993, un 1-2. Da allora, nulla: undici sconfitte complessive e sei pareggi, l’ultimo dei quali nel 2024, nell’ultimo confronto fra le due squadre.

Trentatré anni senza un successo al San Nicola. E domani alle 17.30 si torna lì, con una classifica che non aiuta e un dubbio che ancora nessuno ha sciolto.

Il dubbio: ci saranno i tifosi?

A poco più di ventiquattr’ore dal fischio d’inizio non è stata comunicata nessuna informazione ufficiale sulle modalità di vendita per il settore ospiti. La prevendita per i settori di casa è aperta dal lunedì mattina sul circuito Ticketone, con le curve in promozione a 8 euro, la Curva Sud non disponibile e il divieto di acquisto nei settori locali per i residenti in provincia di Cosenza. Il settore ospiti costa 8 euro più un euro di prevendita. Ma le modalità restano sospese all’esito della riunione del GOS, il Gruppo operativo sicurezza.

Due anni fa, per la stessa partita, la decisione arrivò il giovedì: vendita aperta il venerdì dalle 10 alle 19, riservata ai residenti nella provincia di Cosenza, senza obbligo di tessera. Il risultato fu un sold out da 1.290 tifosi, con oltre mille biglietti venduti entro mezzogiorno del giorno prima.

Quest’anno, alla stessa ora, i tifosi rossoblù non sanno ancora se potranno partire. E c’è un precedente stagionale che pesa: per la trasferta di Catania del 7 settembre la vendita ai residenti in provincia di Cosenza era stata vietata.

Perché stavolta conta più del solito

Perché è l’unico posto dove questa squadra si può vedere. Le partite interne si giocano allo Scida di Crotone, tre volte consecutive a porte chiuse. Il Marulla non ospita una gara dal 6 maggio: centoquarantadue giorni. Il rientro, nelle ipotesi che circolano, non arriverebbe prima del 1° novembre, perché anche Foggia il 4 ottobre e Altamura il 18 si giocheranno a Crotone.

Per una tifoseria che da oltre un anno ha scelto di non far entrare un euro nelle casse della società, disertando le gare interne e seguendo la squadra soltanto fuori, la trasferta non è un’alternativa allo stadio. È lo stadio.

La squadra

Coppitelli arriva a questa partita con due punti in sei giornate, nessuna vittoria, cinque gol fatti e quindici subiti, e con una certezza in meno in difesa: Pascalau è assente, convocato dalla Romania Under 21, impegnata oggi alle 18 contro Cipro. Tra le soluzioni, l’utilizzo di Cogoni come quinto di destra e l’arretramento di Clemente nei tre dietro.

È lo stesso Clemente, autore del gol contro la Scafatese, a dare il tono dell’avvicinamento: dice che i tre punti erano meritati e che a Bari si arriva con uno spirito diverso rispetto alla trasferta di Catania, quella finita 4-0. Aggiunge che i pugliesi partono favoriti, ma che la palla è rotonda.

Il Bari, dal canto suo, è secondo con 13 punti, ha la miglior difesa del girone con quattro reti incassate e viene dal successo esterno sul campo della capolista Sorrento.

Questa mattina alle 12.30 è prevista la conferenza stampa di Coppitelli, dalla quale potrebbero arrivare le ultime indicazioni sull’undici.

Il conto che resta aperto

Riassumendo: una squadra penultima, senza stadio da quasi cinque mesi, che gioca le partite in casa in un’altra provincia e a porte chiuse, affronta la seconda della classe in un impianto dove non vince dal 1993. E i suoi tifosi, a ventiquattr’ore dalla partita, non sanno ancora se potranno entrarci.

Se il settore ospiti aprirà, si vedrà una cosa che allo Scida non si può vedere: quanti sono rimasti.

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