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La cordata Rota torna a bussare. Ma dal “no” di luglio è cambiato tutto tranne una cosa: il prezzo

La cordata guidata da Vincenzo Rota riapre i contatti con Guarascio. Lettera del progetto anche a sindaco e prefetto. Ma dal no di luglio il club vale meno.

Qualcuno si è fatto avanti. Sei giorni dopo il comunicato con cui il Cosenza Calcio invitava chiunque fosse interessato a farsi vivo, la trattativa per la cessione del club è tornata a muoversi.

A riportarlo è la Gazzetta del Sud, secondo cui una cordata di imprenditori calabresi ha ripreso i contatti con la proprietà. Il gruppo guidato da Vincenzo Rota ha dato mandato all’avvocato Giuseppe Carratelli e al commercialista Luca Di Donna di riaprire il confronto, e Di Donna avrebbe già chiesto un incontro con Eugenio Guarascio per sottoporre la proposta.

C’è però un dettaglio che merita più attenzione di quanta ne abbia ricevuta finora. La cordata avrebbe predisposto una lettera con il progetto, indirizzata non solo alla proprietà ma anche al sindaco e al prefetto.

Perché quella lettera conta. Scrivere al sindaco e al prefetto non è una formalità e non è una mossa da compratore. Un acquirente che tratta in privato non ha bisogno di coinvolgere le istituzioni: gli basta un tavolo con il venditore. Mettere per iscritto un progetto e farlo arrivare a Palazzo dei Bruzi e alla Prefettura significa una cosa sola — rendere pubblica l’esistenza di un’offerta, e con essa la responsabilità di chi dovesse rifiutarla.

È, in sostanza, il contrario esatto di quanto accaduto a giugno, quando la trattativa si chiuse nel modo più silenzioso possibile: Guarascio chiese un miglioramento dell’offerta e poi semplicemente smise di rispondere. Questa volta il silenzio, se arriverà, arriverà davanti a due testimoni istituzionali.

Cosa è cambiato da luglio. Per capire se questa trattativa può finire diversamente dalla precedente bisogna guardare i numeri di allora.

A giugno la richiesta complessiva della proprietà si aggirava sui 13 milioni: l’accollo dei debiti, stimati tra i 7 e i 9 milioni, più una buonuscita di circa 4 milioni. Rota era disponibile a farsi carico dell’esposizione, anche per intero, e aveva offerto un bonus in caso di promozione in Serie B. Non era disposto a versare la buonuscita in contanti, e proponeva al suo posto il credito da 2,1 milioni che il club sostiene di vantare verso il Comune — credito che, secondo l’avvocatura comunale, non esiste. La trattativa morì lì.

Da allora sono cambiate tre cose, tutte nella stessa direzione.

La rosa che giustificava parte della richiesta — valutata attorno ai 5,6 milioni sulla base di Transfermarkt — è stata ceduta quasi per intero durante il mercato estivo, con incassi superiori al milione e mezzo, e sostituita con giovani e scommesse.

La squadra è penultima in Serie C con due punti in sei giornate e nessuna vittoria, con il rischio concreto di una retrocessione che dimezzerebbe il valore del titolo sportivo.

Lo stadio resta inutilizzabile: il Marulla non ospita una partita dal 6 maggio, e le gare interne si giocano allo Scida di Crotone, spesso a porte chiuse.

La sola variabile rimasta. I debiti, invece, sono rimasti lì. Il che riduce l’intera partita a una domanda secca: la buonuscita da 4 milioni è ancora sul tavolo?

Se la risposta è no, questa trattativa ha una possibilità concreta di chiudersi, perché è esattamente l’offerta che Rota aveva già messo per iscritto a giugno e che la proprietà aveva rifiutato. Se la risposta è sì, l’esito sarà lo stesso di tre mesi fa, con l’aggravante che l’azienda in vendita oggi vale meno di allora.

Cosa aspettarsi ora. I prossimi passaggi sono due, entrambi verificabili. Il primo è se l’incontro richiesto da Di Donna verrà concesso, e quando. Il secondo è se il Comune e la Prefettura daranno conto pubblicamente di aver ricevuto quella lettera.

Nel frattempo il campionato non aspetta: sabato alle 17.30 il Cosenza è atteso al San Nicola dal Bari, secondo in classifica.

Abbiamo chiesto alla società un chiarimento sul prezzo attuale di cessione. Aggiorneremo l’articolo in caso di risposta.

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