L’ultima volta che il Cosenza ha giocato nel suo stadio era mercoledì 6 maggio 2026. Playoff di Serie C, secondo turno, avversario il Casarano. Finì 1-5. Sugli spalti c’erano circa duemila persone: Mazzocchi segnò dopo cinque minuti e il Marulla ci credette per mezz’ora, poi arrivarono Leonetti, Versienti, Celiento, Cerbone e Chiricò. Prima del quinto gol molti avevano già lasciato l’impianto.
Da quel giorno sono passati 139 giorni. In mezzo c’è stata un’estate intera, un mercato che ha smontato la squadra, sei giornate di campionato e nessuna vittoria. E soprattutto una vicenda amministrativa che nessuno, a oggi, sa quando finirà.
Il conto dei giorni. Il 17 agosto è diventata efficace la sospensione della convenzione tra il Comune e il club, decisa dopo la relazione tecnica che dichiarava incompatibili il cantiere di riqualificazione e l’attività sportiva. La sospensione ha una data di scadenza indicata: 31 dicembre 2027. Se quella data venisse rispettata alla lettera, dal 6 maggio 2026 all’ultimo giorno del 2027 passerebbero 604 giorni senza una partita del Cosenza al Marulla. Un anno e otto mesi.
Il paradosso. Il 1° settembre il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso cautelare del club, riaprendo giuridicamente le porte dello stadio. Solo che il manto erboso, nel frattempo, si era ridotto a zone ingiallite e diradate, inutilizzabile per una gara professionistica. Una vittoria in tribunale che non ha restituito un campo su cui giocare.
Dove gioca il Cosenza. A Crotone, allo stadio Ezio Scida, spesso a porte chiuse. Il pareggio con la Scafatese di sabato è stata l’ennesima partita “in casa” a ottanta chilometri da casa, davanti a nessuno. Lo stesso impianto dove gioca il Crotone: due squadre calabresi, un solo stadio, gli ultimi due posti della classifica.
Cosa c’è sul tavolo. Il 9 settembre il Comune ha approvato il progetto esecutivo dell’intervento: sette milioni di euro dalla programmazione FSC 2021-2027, quattro macrofasi di lavoro, due nuove gradinate nelle curve, abbattimento delle barriere architettoniche. A fine prima fase la capienza scenderà da 21.116 a 15.557 posti. Nessuno, però, ha ancora comunicato una data certa di inizio cantiere né un cronoprogramma verificabile.
La domanda. Le curve hanno scelto da oltre un anno di disertare le gare interne e seguire la squadra solo in trasferta. Il risultato è che nessuno, oggi, ha una risposta a una domanda semplicissima: quando il Cosenza tornerà a giocare davanti alla propria gente, nella propria città?
Finché non arriva quella risposta, l’unico dato certo è il contatore. Oggi segna 139.
Aggiorneremo questo articolo ogni volta che il numero cambierà significato.

