HomeCosenza CalcioCommenti chiusi. Di nuovo. Perché il problema non sono mai i commenti

Commenti chiusi. Di nuovo. Perché il problema non sono mai i commenti

Dopo il comunicato sul boicottaggio, la società disattiva i commenti. Era già successo dopo i biglietti del derby. E il post con le regole per commentare era chiuso ai commenti.

Il Cosenza Calcio ha disabilitato la possibilità di commentare i propri post. Non è una notizia nuova, ed è esattamente questo il punto.

Quattro giorni fa il Consiglio di Amministrazione aveva diffuso un comunicato durissimo: campagna organizzata di insulti, minacce e shitstorming, atto di sabotaggio, vandalismo economico, minoranza rumorosa e violenta, tutela in ogni sede civile e penale. Oggi la risposta operativa a quel comunicato: silenziare la sezione commenti.

Il dissenso, prima portato sul piano giudiziario, adesso viene semplicemente spento.

Una storia che si ripete da due anni

Conviene rimetterla in fila, perché letta tutta insieme racconta qualcosa che un singolo episodio non dice.

La prima chiusura risale al periodo della cena di Natale. Poi è arrivata quella decisiva, dopo la polemica sui biglietti del derby con il Catanzaro: tagliandi a trenta euro, comunicato chiuso ai commenti nel giro di pochi minuti, tifosi che si riversano sulle altre pagine. Da lì in avanti, per oltre un anno, commentare un post del Cosenza è stato possibile pochissime volte, e quasi sempre per distrazione.

Nel frattempo i commenti restavano aperti su Threads, TikTok e LinkedIn, probabilmente perché nessuno si era ricordato di chiuderli anche lì.

Poi, nell’agosto del 2025, l’annuncio della riapertura con un codice di comportamento: una netiquette con le regole per conversare in modo civile sui canali ufficiali. Tra le motivazioni, il fatto che a leggere ci sono spesso giovani e donne.

Quel post, quello che spiegava ai tifosi le regole per poter commentare, aveva i commenti disabilitati.

Non è una battuta. È successo davvero, ed è il documento più eloquente di come questa società intenda il dialogo con la propria gente.

Il problema di merito

C’è una cosa che va detta con chiarezza, e l’abbiamo già scritta: gli insulti e le minacce non sono protesta, e chi li scrive danneggia la causa che crede di difendere. Su questo non esistono attenuanti.

Ma spegnere i commenti non elimina gli insulti: li sposta. Nei gruppi, sotto i post delle testate locali, sulle pagine degli sponsor — che è esattamente quello che è successo l’altro giorno, quando l’annuncio di un accordo commerciale è stato travolto da messaggi che chiedevano all’azienda di rescindere il contratto. La società ha reagito cancellando il post.

Chiudere un canale di sfogo non riduce la pressione. La reindirizza altrove, dove non la controlli più.

E c’è la conseguenza tecnica, che per un club dovrebbe contare: le piattaforme premiano l’interazione. Un post senza commenti è un post che l’algoritmo mostra a meno persone. In una stagione in cui si gioca a porte chiuse in un’altra provincia e i canali digitali sono rimasti l’unico contatto rimasto con la città, rinunciare volontariamente alla visibilità è una scelta che si paga anche in termini commerciali — proprio il terreno su cui il comunicato di venerdì rivendicava di voler difendere gli interessi del club.

Il paradosso finale

Ricapitoliamo lo stato dei rapporti tra il Cosenza Calcio e la sua città.

Allo stadio non si entra, perché si gioca a Crotone a porte chiuse. In conferenza stampa risponde l’allenatore, mentre la proprietà non parla pubblicamente della cessione da mesi, al punto che tutto ciò che la città sa lo ha letto su ricostruzioni di giornale. Alla stampa è stata chiesta una comunicazione fondata sull’attendibilità delle fonti, da un soggetto che non si rende disponibile come fonte. E adesso si chiude anche l’ultima casella rimasta, quella dei commenti sui social.

Resta una società che comunica a senso unico, con una squadra penultima che non ha ancora vinto, in attesa che qualcuno la compri.

Il punto, però, è un altro. Una società che vuole vendere ha bisogno che la città sia dalla sua parte, perché il valore di un club di provincia è fatto quasi interamente di quello: pubblico, identità, appartenenza. Ogni canale che si chiude è un pezzo di quel valore che si consuma.

I commenti si possono disattivare. Il malcontento no.

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