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Sei mesi fa il Cosenza batteva il Foggia e sognava la B. Oggi si gioca a Crotone, a porte chiuse, da ultimi

Il 4 aprile il Cosenza batteva il Foggia e sognava la B. Oggi si gioca allo Scida di Crotone, a porte chiuse, da unica squadra del girone senza vittorie. Frase chiave: Cosenza-Foggia

Il 4 aprile 2026, allo stadio San Vito-Gigi Marulla, il Cosenza batteva il Foggia 1-0. Decise Ciotti dopo sette minuti, Perucchini parò un rigore a Baez, nel finale ai pugliesi venne annullata una rete. Quella vittoria portava i rossoblù al terzo posto e la parola Serie B smetteva di essere un tabù. Il Foggia, dall’altra parte, scivolava verso una retrocessione che sarebbe arrivata sul campo.

Oggi, 4 ottobre 2026, le stesse due squadre si ritrovano. Sei mesi esatti.

Il Cosenza è diciannovesimo con due punti, l’unica squadra del girone C a non aver ancora vinto, cinque gol segnati e sedici subiti. Virtualmente è ultimo, perché il Crotone sta sotto solo per i sei punti di penalizzazione. Il Foggia, retrocesso ad aprile e riammesso in estate, è tredicesimo e arriva dal 2-0 al Sorrento, primo successo casalingo dopo quasi sei mesi.

Si gioca alle 14.30. Non al Marulla: allo Scida di Crotone, a porte chiuse, per l’ennesima volta.

Un dettaglio che spiega tutto

Sul sito ufficiale del Calcio Foggia 1920, alla voce prossima partita, la sede della gara è indicata come Stadio San Vito-Gigi Marulla. Lo stesso errore compare su diversi portali nazionali che seguono la Serie C.

Non è un refuso qualsiasi. Significa che fuori dai confini provinciali nessuno ha ancora registrato che il Cosenza non gioca più nella sua città. Il calendario dice Cosenza, il database dice Marulla, e la realtà dice Crotone, ottanta chilometri più a est, con le tribune vuote.

Cosa è successo in mezzo

Tra quel 4 aprile e questo 4 ottobre non è passata una stagione. È passata una ricostruzione.

Il gruppo che aveva battuto il Foggia è stato smantellato nel mercato estivo, con incassi superiori al milione e mezzo e plusvalenze significative, e sostituito da giovani e scommesse. Il Marulla non ospita una partita dal 6 maggio, giorno della sconfitta per 1-5 con il Casarano ai playoff: da allora sono passati centocinquantuno giorni.

Sul fronte societario, l’ultima fumata nera è di due giorni fa: le richieste della proprietà sono state giudicate eccessive dal gruppo di imprenditori guidato da Di Donna e Carratelli, e una parte di quegli imprenditori sta ora valutando strade alternative, compreso il marchio storico del Cosenza 1914.

E venerdì il Consiglio di Amministrazione ha diffuso un comunicato in cui denuncia una campagna organizzata di insulti e minacce, parlando di boicottaggio e di vandalismo economico, e annunciando azioni in sede civile e penale.

Questo è l’ambiente in cui Federico Coppitelli deve preparare una partita.

Quello che dice l’allenatore

In conferenza stampa, giovedì, ha scelto una frase sola: il futuro è domenica. Ha definito il match uno snodo importante della stagione, ha detto che è il momento in cui tutti meritano di vivere una giornata differente, e ha ringraziato la squadra per impegno, dedizione e intensità, spiegando che il gruppo e lo staff viaggiano nella stessa direzione.

Sul piano tattico ha aperto a una novità: la possibilità di schierare due punte, con Achour che rende meglio se affiancato da un altro attaccante. Sarebbe una scelta di coraggio, in una squadra che fin qui ha prodotto cinque gol in sette giornate e che non ha ricevuto i rinforzi che il tecnico chiedeva da metà settembre.

Assente Pascalau, impegnato con la Romania Under 21 fino al 6 ottobre. In panchina non ci sarà il direttore sportivo Lucioni, inibito fino al 9.

Perché oggi conta davvero

Perché il Foggia è una delle due avversarie alla portata del prossimo periodo, insieme all’Altamura del 18 ottobre, e perché i pugliesi hanno appena due punti di vantaggio sulla zona playout: è uno scontro diretto mascherato da partita di metà classifica.

E perché, al di là dei punti, una squadra che non ha ancora vinto ha bisogno di vincere per sapere di esserne capace. Le salvezze cominciano sempre da lì.

Sei mesi fa qui si parlava di Serie B. Oggi si gioca per il primo successo stagionale, in un altro stadio, davanti a nessuno.

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