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Due caselle libere e nessuno che le riempia: quarantacinque giorni di attese e il Cosenza resta senza attaccante

Coppitelli lo chiede da metà settembre, il mercato degli svincolati è aperto e i posti in lista sono due. Ma non è arrivato nessuno. E ora Lucioni è inibito fino al 9 ottobre.

C’è una frase di Federico Coppitelli, pronunciata alla vigilia della trasferta di Bari, che riassume la stagione del Cosenza meglio di qualunque analisi tattica: la squadra ha bisogno di essere completata, ma più di questo non posso fare, perché non spetta a me.

Non è uno sfogo. È la constatazione di un fatto che dura ormai da un mese e mezzo.

I due slot che nessuno usa

Il quadro è noto da settembre. Dopo le uscite di Zilli ed Emmausso, il Cosenza si è ritrovato con due posti liberi in lista, una condizione che — come ha sottolineato lo stesso allenatore — non è comune a molte squadre di Serie C. Il mercato ufficiale si è chiuso il 1° settembre, ma quello degli svincolati no: resta aperto tutto l’anno, e in terza serie ha un peso particolare, perché tra calciatori svincolati e vincolati la differenza tecnica è molto meno marcata che nelle categorie superiori. Tanti giocatori validi, non avendo trovato sistemazione in estate, scelgono di rescindere e restano disponibili.

Coppitelli lo ha detto il 14 settembre: la società sta valutando, ci sono due slot liberi, se si presenta l’occasione siamo pronti a coglierla. Lo ha ripetuto alla vigilia del Giugliano. Lo ha ripetuto alla vigilia del Bari. Nelle prime settimane di campionato erano anche circolati alcuni nomi per il reparto offensivo, monitorati dal direttore sportivo.

Da allora, nulla. Il mercato degli svincolati, per il Cosenza, non ha prodotto assolutamente niente.

Cosa significa sul campo

Significa cinque gol in sette giornate. Significa un reparto offensivo che le cronache della trasferta di Bari hanno definito senza mezzi termini spuntato e inconsistente. Significa essere l’unica squadra del girone C a non aver ancora vinto una partita, con due punti in classifica e un digiuno di vittorie che supera ormai i quaranta giorni.

E significa, soprattutto, che l’allenatore sta lavorando con il materiale che ha, dopo un’estate in cui la rosa della passata stagione è stata smantellata e ricostruita su giovani e scommesse. Coppitelli non si è mai sottratto: ha detto di credere nel percorso, altrimenti sarebbe andato via, e ha ripetuto che la salvezza non è in discussione. Ma ha anche spiegato, con una lucidità che andrebbe ascoltata, che esistono difficoltà che non dipendono dal lavoro sul campo e che la squadra è una sommatoria di problemi diversi.

Il dettaglio che complica tutto

Qui si aggiunge un elemento che nelle ultime ore è passato quasi inosservato, ma che pesa proprio sul fronte del mercato.

Il direttore sportivo Fabio Lucioni — cioè l’uomo che materialmente dovrebbe individuare e chiudere l’operazione — è stato inibito dal giudice sportivo fino al 9 ottobre compreso, con un’ammenda di 500 euro, per la condotta tenuta nei confronti dell’arbitro al termine del primo tempo di Bari. L’inibizione gli impedisce di svolgere qualsiasi attività in seno alla FIGC, di ricoprire cariche federali e di rappresentare la società in ambito federale.

Tradotto: nella settimana in cui servirebbe accelerare, il dirigente incaricato è fermo per dieci giorni.

La domanda

Non è una questione di modulo, di condizione fisica o di gioventù. Due caselle libere in lista, in una squadra con il peggior attacco tra le prime venti del girone e l’unica ancora senza vittorie, sono due caselle che qualcuno deve decidere di riempire. O di lasciare vuote.

Finora la seconda opzione è stata scelta per omissione, senza che nessuno l’abbia spiegata pubblicamente. E l’allenatore, che di quelle scelte non è responsabile, continuerà a rispondere in conferenza stampa delle conseguenze.

Domenica arriva il Foggia. Con la rosa di sempre.

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