CORIGLIANO-ROSSANO (CS) – È scontro aperto tra la Rossanese e la Prefettura di Cosenza. A seguito di un’ordinanza prefettizia emessa e comunicata solo in data odierna, la società è stata costretta a disputare la prossima gara contro la DB Rossoblù a porte chiuse.
Il provvedimento, firmato dal Prefetto Padovano, ha scatenato la durissima reazione della dirigenza rossoblù, che in un comunicato stampa ha espresso “immenso rammarico” e “disappunto” per la decisione.
Accuse di ingiustizia: “si vuole nascondere la polvere sotto il tappeto”
La Società Rossanese non ha usato mezzi termini, definendo l’ordinanza come “abnorme, ingiusto e vessatorio”. Il club sostiene che la misura lede l’onorabilità della società, della tifoseria e di un’intera Città, da sempre rispettose dei valori dello Sport.
La critica si concentra sulla presunta sproporzione del provvedimento. Il comunicato bolla come “incomprensibile e puerile” la motivazione sottesa al divieto, specialmente considerando che la struttura dispone di ben cinque settori con accesso autonomo.
“È assurdo che per un singolo episodio, per cui, nostro malgrado, siamo già stati sanzionati ed abbiamo scontato le sanzioni inflitteci, dobbiamo pagarne costantemente lo scotto” tuona la società, accusando i responsabili di essere i “Ponzio Pilato di turno” che “se ne lavano le mani”.
Annunciato ricorso legale della Rossanese contro il divieto
La Rossanese ha immediatamente annunciato che non resterà inerte di fronte a quello che definisce un provvedimento “iniquo ed illogico”.
La società ha confermato che proporrà gravame dinanzi alle competenti Autorità Giudiziarie e si rivolgerà “in via ufficiale alle relative Sedi Istituzionali”.
Concludendo con un’accusa netta, la società ribadisce la propria storia di ossequio delle regole, rifiutando di essere trattata “alla stregua di una banda di vandali” e lanciando un messaggio di sfida: “Non abbasseremo la testa dinanzi ai Don Rodrigo del terzo millennio!”



