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Rosa corta e infortuni “siamo al limite”: lo sfogo di Buscè che mette a nudo la realtà del suo Cosenza

Coraggio e sacrifici di una squadra che sta andando oltre i propri limiti, ma la benzina sta finendo: Buscè chiede rinforzi e idee chiare per il suo Cosenza e gli obiettivi stagionali

COSENZA – Dietro il sorriso per il successo contro il Picerno si nasconde una verità molto meno rassicurante. Il Cosenza continua a macinare punti, ma lo fa anche stringendo i denti, spinto oltre i propri limiti da una rosa corta e da un’emergenza che, giornata dopo giornata, diventa sempre più ingombrante (vedi Mazzocchi). Lo ha detto senza filtri mister Buscè nel post-gara, trasformando la conferenza stampa in un monito forte e chiaro: “Così diventa complicato mantenere il passo in un campionato dove ogni punto è una battaglia”.

E a chi pensava che lo sfogo di quel “tutti” fosse rivolto anche ai tifosi non ha compreso a pieno le parole del tecnico che lasciano adito a pochi dubbi. Nessun tifoso ha mai chiesto la serie B con questa attuale dirigenza. Il cuore pulsante del tifo ha chiuso da tempo le porte al due Guarascio/Scalise. Nessuno dimentica gli anni di Serie B con campionato di sofferenza oltre ogni limite.

La coperta del Cosenza corta. E ora lo è più di prima

Il tecnico campano non è nuovo a richiami sulla fragilità numerica del gruppo, ma stavolta il tono è apparso diverso, quasi allarmato. Un grido che lascia intuire la sensazione che, nonostante le necessità evidenti, non siano imminenti interventi significativi sull’organico. È da inizio stagione che Buscè parla di una squadra costretta a spremersi, ma a metà dicembre il quadro è ancora più netto: elementi chiave stremati, impossibilità di far rifiatare i titolari, e ora anche nuovi problemi fisici.

Le condizioni di Mazzocchi e l’emergenza permanente

La situazione più delicata riguarda Mazzocchi, uscito furioso per un nuovo guaio alla spalla. Buscè non nasconde la preoccupazione: “Non sta bene. Se si dovesse optare per l’operazione, per lui la stagione finirebbe qui”. Un’ipotesi che aggraverebbe ulteriormente l’emergenza: “Abbiamo ragazzi mentalmente cotti. Vorrei dare riposo a qualcuno, ma non posso. I problemi sono in vari ruoli”.

Il mister lancia poi un messaggio chiaro e diretto “Se qualcuno pensa che contro l’ultima si vinca 4-0, sbaglia. Il calcio non funziona così”.

Buscè e la difesa del gruppo: “i miei danno tutto”

A emergere, sopra ogni concetto, è la difesa accorata dei suoi uomini. “I miei ragazzi si fanno un mazzo così, oltre ogni aspettativa. Non accetto superficialità. Il lavoro è sacro”. Buscè assicura di non voler creare frizioni con la società, ma allo stesso tempo chiede che lo sforzo quotidiano venga sostenuto con fatti tangibili: “Stiamo ridando entusiasmo alla piazza, ma per andare avanti servono scelte chiare”.

Verso Trapani: scelte obbligate e l’ombra dell’emergenza

Intanto la squadra è tornata al lavoro. Sabato c’è il Trapani, un test tutt’altro che semplice. E l’allenatore dovrà rivedere ancora una volta l’assetto offensivo. Contro il Picerno ha lanciato Beretta dal primo minuto, ma la prova opaca dell’attaccante – frenato dalla condizione fisica deficitaria per via del mancato ritiro estivo – riapre la porta ad Achour.

Il franco-algerino, già a segno tre volte in stagione, sta guadagnando fiducia e potrebbe tornare titolare dopo l’unica dal 1’ disputata contro il Potenza. Ma affidarsi soltanto a lui non basta. Il Cosenza resta corto in più reparti, e se l’obiettivo è restare agganciati alla vetta, il tempo per intervenire non è infinito.

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