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Rende Femminile: la denuncia delle calciatrici: ritardi e assenza di tutele “promesse non mantenute”

Le calciatrici denunciano mesi di rimborsi mancati, disorganizzazione e assenza totale di tutele societarie. Dalla promozione alla Serie C a una stagione segnata da promesse non mantenute e condizioni insostenibili.

RENDE – La promozione in Serie C femminile avrebbe dovuto rappresentare l’inizio di una nuova, entusiasmante avventura per le calciatrici dell’A.S.D. Sportiva Rende. Invece, a pochi mesi dal via del campionato 2025-26, l’euforia si è trasformata in un profondo sconforto. Le giocatrici, infatti, denunciano una situazione divenuta ormai insostenibile, tra pagamenti mancanti, rimborsi mai erogati e condizioni logistiche-lavorative estremamente complicate.

Rende Femminile: Pagamenti e rimborsi mai ricevuti

Secondo quanto riportato dalle atlete, dall’inizio della stagione la società non avrebbe adempiuto agli impegni economici presi, lasciando molte di loro senza rimborsi promessi e mai corrisposti.
Per alcune calciatrici — addirittura — le mancanze risalirebbero alla scorsa annata sportiva in Eccellenza, con ritardi che superano i sei mesi.

La situazione è ancora più delicata per le giocatrici provenienti da fuori regione o dall’estero: americane, danesi, romane, abruzzesi e molte altre, che senza alcun sostegno economico si trovano nell’impossibilità di sostenere spese di viaggio, alloggio e trasferte.

Nonostante l’impegno costante, le promesse non sono state rispettate e, dopo l’ennesima partita disputata senza alcun rimborso, la frustrazione è cresciuta ulteriormente.

Mancanze tecniche e logistiche: un contesto che complica tutto

Oltre alle problematiche economiche, le calciatrici denunciano ulteriori criticità che rendono difficile la normale programmazione sportiva. Tra queste:

  • assenza di un campo di allenamento stabile, con continui cambi di struttura;
  • mancanza di un preparatore dei portieri;
  • assenza di un fisioterapista o massaggiatore, figura fondamentale in una squadra agonistica;
  • gravi difficoltà logistiche per alcune atlete che fanno fatica persino a raggiungere gli allenamenti;
  • visite mediche non completate per tutte le tesserate, per impossibilità organizzativa.

Elementi che, sommati, rendono difficile mantenere un livello competitivo adeguato alla Serie C.

“Ci esponiamo a rischio, ma è un nostro diritto”

Le giocatrici sono consapevoli che denunciare pubblicamente la situazione potrebbe esporle a possibili ripercussioni. Tuttavia, sottolineano che si tratta di problemi noti da inizio stagione e che, da oltre due mesi, stanno cercando di affrontare direttamente con la società senza ottenere risposte concrete.

Nonostante tutto, continuano ad allenarsi, a giocare e a rappresentare con professionalità la maglia del Rende, sacrificando: vita privata, studio, famiglia, impegni lavorativi. l tutto senza ricevere tutela, riconoscimento o supporto economico.

“Questa situazione non è normale”

Le calciatrici ribadiscono che non stanno avanzando pretese irragionevoli, ma chiedono semplicemente il rispetto dei propri diritti e degli accordi presi. La mancanza di comunicazione e di spiegazioni da parte della società rende il futuro incerto e mina la serenità dell’intera squadra.

Non vogliamo che tutto questo diventi normale”, affermano all’unisono.
La speranza è che la società intervenga al più presto per risolvere una situazione che rischia di compromettere non solo la stagione sportiva, ma anche la credibilità dell’intero progetto femminile biancorosso.

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