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«Il Cosenza Calcio non è un fatto privato»: la minoranza insorge «niente nulla osta senza una nuova proprietà»

I consiglieri comunali di opposizione chiedono trasparenza sul futuro del club rossoblù: “La città non può più vivere tra rinvii e ambiguità

COSENZA – Si infiamma il dibattito attorno al futuro del Cosenza Calcio. Mentre crescono le adesioni per la grande manifestazione di venerdì pomeriggio, resta lo stallo assoluto sulla questione cessione societaria con la sensazione di molti è che non ci sia nessuna volontà di cessione da parte dell’attuale proprietà.  Nelle ultime ore, i consiglieri comunali di opposizione al Comune di Cosenza hanno rotto gli indugi, diffondendo un comunicato congiunto dai toni perentori per fare chiarezza sulla cessione societaria del Cosenza Calcio e blindare l’utilizzo dello stadio comunale.

La nota ufficiale dei rappresentanti della minoranza mette in luce una situazione di stallo che sta logorando la piazza e la tifoseria, indicando precise responsabilità e ponendo un vincolo pesantissimo: l’indisponibilità dello stadio in caso di mancato cambio di assetto.

«Seguiamo le trattative con forte preoccupazione»

I consiglieri comunali chiedono chiarezza sulla cessione della società e richiamano l’impegno assunto in Consiglio: «nessun nulla osta per lo stadio senza un reale cambio di assetto». Il documento fotografa l’ansia e il senso di urgenza di una città che non può più permettersi di rimanere sospesa in un limbo burocratico.

«Seguiamo con grande attenzione e forte preoccupazione l’evoluzione delle trattative in corso per la cessione del Cosenza Calcio. In queste ore decisive riteniamo necessario richiamare tutte le parti coinvolte a un’assunzione piena di responsabilità nei confronti della città, della tifoseria e dell’intera comunità rossoblù».

Secondo quanto emerso da fonti attendibili vicine all’ambiente societario, la definizione formale del passaggio di quote sarebbe tuttora legata alla produzione di ulteriore documentazione integrativa da parte dell’attuale assetto proprietario. Un ritardo tecnico che, tuttavia, rischia di esasperare un ambiente già profondamente teso. «Da fonti attendibili si apprende che la definizione dell’operazione sarebbe ancora legata alla produzione di ulteriore documentazione da parte dell’attuale assetto societario. È un passaggio che non può trasformarsi nell’ennesimo rinvio. Cosenza ha bisogno di chiarezza, tempi certi e comportamenti trasparenti».

“La cessione del Cosenza Calcio vissuta come una liberazione”

Il testo dei consiglieri scava a fondo nel solco che si è creato in questi anni tra la presidenza e la piazza. Il clima di contestazione permanente, la diserzione programmata degli spalti e le continue proteste civili dei gruppi organizzati sono il sintomo evidente di una frattura insanabile. La cessione del Cosenza Calcio non viene più letta semplicemente come una transazione finanziaria o sportiva, bensì come un atto di riappropriazione d’identità da parte del territorio.

Guarascio Vattene

«La città non può più sopportare attese indefinite, passaggi opachi e nuove illusioni. La tifoseria vive queste ore con comprensibile apprensione, dopo anni segnati da una frattura profonda tra l’attuale proprietà e una comunità che si sente mortificata nella propria identità sportiva, nella propria passione e nel proprio senso di appartenenza». I firmatari della nota sottolineano come il Cosenza Calcio non possa essere ridotto a mero asset commerciale privato, slegato dalle sue radici popolari e storiche.

«La cessione del Cosenza Calcio viene ormai percepita da larghissima parte della città come una liberazione, come l’avvio possibile di un nuovo ciclo capace di restituire entusiasmo, partecipazione e fiducia. Il rapporto tra l’attuale proprietà e la tifoseria appare compromesso, come dimostrano le proteste, la diserzione degli spalti e il clima di sfiducia maturato attorno alla squadra».

«Non si può continuare a trattare il Cosenza Calcio come un fatto privato, separato dalla storia e dal sentimento di una città. La squadra appartiene alla sua gente, ai suoi tifosi, alla memoria collettiva di una comunità che in quei colori riconosce una parte della propria identità».

L’opposizione ferma: “niente il nulla osta all’attuale proprietà”

Il punto di svolta politico della dichiarazione risiede nell’indirizzo vincolante rivolto al Primo Cittadino di Cosenza. I consiglieri di minoranza chiedono formalmente l’applicazione rigida della linea già tracciata in sede di Consiglio comunale: negare l’utilizzo dello stadio comunale all’attuale compagine se l’operazione di vendita dovesse rivelarsi fallimentare.

«Come consiglieri di minoranza richiamiamo l’indirizzo già emerso in Consiglio comunale, con l’invito rivolto al sindaco a non concedere il nulla osta per l’utilizzo dello stadio comunale all’attuale assetto societario in assenza di reali e sostanziali novità. Su questo punto saremo fermi e vigili».

«Se la trattativa dovesse rivelarsi un espediente per guadagnare tempo e alimentare aspettative senza sbocchi concreti, faremo tutto quanto rientra nelle nostre possibilità istituzionali affinché venga confermato l’impegno assunto in Consiglio comunale: nessuna concessione dello stadio all’attuale proprietà senza un cambiamento reale della situazione societaria».

L’attenzione mediatica e politica è rivolta anche alla giornata di venerdì 29, quando le tifoserie organizzate scenderanno in piazza per una manifestazione pubblica precedentemente annunciata. Una data cerchiata in rosso sul calendario dell’ordine pubblico cittadino, in cui i consiglieri auspicano che prevalga il senso civico pur nel fermo mantenimento delle posizioni.

Comune di Cosenza

«Si guarda con attenzione anche alla manifestazione annunciata dalle tifoserie organizzate per venerdì 29. In una fase già carica di tensione, occorre favorire un clima di responsabilità, rispetto e serenità, evitando ulteriori strappi tra la città, la squadra e le istituzioni. Chi oggi ha in mano il destino del Cosenza Calcio scelga la via della chiarezza. La città chiede una soluzione rapida, trasparente e definitiva. Cosenza non può restare ostaggio di rinvii, tatticismi e ambiguità. Le istituzioni hanno il dovere di ascoltare questa richiesta e di difendere la dignità sportiva di un’intera comunità».

I Firmatari della Nota Congiunta

L’appello e la formale diffida politica portano la firma unanime dei consiglieri comunali di Cosenza appartenenti ai gruppi consiliari di opposizione: Francesco Caruso, Francesco Cito, Giuseppe D’Ippolito, Alfredo Dodaro, Francesco Luberto, Ivana Lucanto, Antonio Ruffolo, Francesco Spadafora e Michelangelo Spataro

 

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