C’è una verità tanto cruda quanto evidente: nessun imprenditore vorrebbe oggi trovarsi nei panni del presidente Eugenio Guarascio. Non per solidarietà, ma per la mole di problemi che gravano sul Cosenza Calcio, una società che sembra aver smarrito ogni punto di riferimento. E i nodi, uno dopo l’altro, vengono tutti al pettine.
Lo stadio che non c’è
Il primo, clamoroso problema è strutturale: l’assenza di uno stadio di casa. Una condizione che non è solo un disagio logistico, ma una vera emorragia di denaro. Il club è infatti costretto a sborsare decine di migliaia di euro per disputare le proprie partite lontano dall’impianto cosentino, di fatto “in trasferta” anche quando dovrebbe giocare tra le mura amiche. Un salasso continuo, in una situazione di disponibilità economica già risicata.
Sponsor introvabili, ambiente in fuga
A peggiorare il quadro, il deserto sul fronte commerciale: non c’è azienda che voglia legare il proprio nome a questo club, in questo momento. E come dar loro torto, quando il legame tra tifoseria, città e società si è ormai dissolto del tutto? Il distacco è totale. Una frattura che non è solo emotiva, ma che produce danni concreti e misurabili: persino sul calciomercato di Serie C il Cosenza è diventato facile preda. Le altre squadre, fiutando la debolezza, pretendono di portarsi via i calciatori in organico “con un pugno di lenticchie”, approfittando di una società che non ha la forza contrattuale per dire di no.
Il muro di gomma
Ma è sul fronte della cessione che la frustrazione tocca l’apice. Nonostante l’opera paziente degli acquirenti interessati al club, l’ennesima richiesta di un incontro per un confronto diretto è caduta nel vuoto, rimasta senza risposta da parte della proprietà. Un atteggiamento fatto di tempi lunghi, indisponibilità e arroganza, che rischia di lasciare un segno pesantissimo anche sul piano imprenditoriale e reputazionale. Chi vuole trattare, trova una porta sbarrata.
Un futuro affidato ai maghi del web
Per i tifosi, ormai, la fotografia è una sola: una proprietà trasformata in un “muro di gomma che respinge e allontana”, incapace di costruire e sorda a chi proverebbe a cambiare le cose. E così, paradossalmente, per sapere se e quando finirà questa tormentata storia, non resta che l’amara ironia: tanto varrebbe rivolgersi a uno dei tanti maghi del web. Perché di certezze, attorno al Cosenza, non ne è rimasta nemmeno una.

