Il venerdì sera del Cosenza si è acceso con due comunicati che, messi uno accanto all’altro, raccontano una scelta precisa: alleggerire da una parte, reinserire esperienza dall’altra. Manuel Ricciardi saluta e passa alla Juve Stabia; Jaime Báez rientra in rossoblù, pronto a rimettere piede in un ambiente che conosce a memoria.
Ricciardi, addio (ma non è un “definitivo” secco)
La prima notizia è l’uscita di Manuel Ricciardi. La formula, chiarita nelle ore successive, è quella del titolo temporaneo con obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni: in pratica un prestito che “spinge” verso la permanenza, legando il futuro a clausole sportive o societarie.
Il Cosenza, nel saluto ufficiale, ha ringraziato il calciatore per l’attaccamento ai colori rossoblù: una chiusura che sa di fine capitolo, anche se tecnicamente la porta resta socchiusa fino alle condizioni dell’obbligo.
Sul piano del campo, la partenza di Ricciardi toglie un’opzione sulla corsia e nelle rotazioni, proprio in una fase in cui ogni gamba conta: quando il calendario si stringe, le fasce diventano autostrade e trincee nello stesso tempo.
Báez, il ritorno che sa di memoria e necessità
La risposta del Cosenza arriva quasi in simultanea: Jaime Báez è un nuovo calciatore rossoblù. L’esterno uruguaiano, nato a Montevideo il 25 aprile 1995, torna dopo l’esperienza già vissuta a Cosenza tra il 2018 e il gennaio 2021. Ha firmato fino al 30 giugno 2026 con opzione di rinnovo ed è subito a disposizione di mister Buscè.
C’è un dettaglio che spiega perché questa operazione “suona” diversa dalle altre: Báez non arriva come scommessa, ma come profilo già letto e già capito. Conosce piazza, pressione, umori. E conosce la Serie B italiana, tra saliscendi e settimane che ti chiedono lucidità più che poesia.
Il senso delle due mosse
Messe insieme, le notizie disegnano un messaggio semplice: il Cosenza prova a ribilanciare. Da un lato monetizza (o comunque struttura un’uscita) con una formula che tutela; dall’altro riporta dentro un giocatore che può dare subito gamba, abitudine al campionato e soluzioni offensive.
Il resto lo farà il campo, come sempre. Però certe serate di mercato hanno già un loro verdetto: la società ha scelto di non aspettare, di non “tappare” con un nome qualsiasi. Ha preferito un ritorno che ha già lasciato impronte, e che ora prova a rimettere la firma sul presente.



