COSENZA – Doveva essere una giornata di orgoglio e appartenenza, ma si è trasformata rapidamente in una contestazione social. Il Cosenza Calcio ha celebrato sui propri canali social i 112 anni di storia, ricordando battaglie, vittorie ed emozioni che dal 1914 legano il club alla città. Una celebrazione accompagnata da una scelta insolita: la riapertura dei commenti su Facebook, bloccati da oltre un anno di silenzi e censure.
Una decisione che ha avuto un effetto immediato e dirompente. Nel giro di pochi minuti, il post celebrativo si è trasformato in un vero e proprio megafono di protesta, dando voce a una tifoseria esasperata e profondamente delusa dalla gestione societaria.
Nel mirino Guarascio e Scalise: “Liberate il Cosenza Calcio”
La rabbia dei sostenitori rossoblù si è concentrata in modo unanime sui vertici societari, in particolare sul presidente onorario Eugenio Guarascio e sull’amministratrice Rita Rachele Scalise. Centinaia di commenti hanno invaso il post, con toni durissimi e messaggi inequivocabili:
“State rovinando la nostra storia”, “Il Cosenza è nostro, non vostro”, “Andate via, questo è l’unico regalo che vogliamo”.
Emblematica la protesta di un tifoso che ha scritto per 112 volte, una per ogni anno di storia del club, lo slogan diventato ormai simbolo della contestazione: “Guarascio vattene”.
“Avete infangato la nostra storia”
Il filo conduttore delle critiche è uno solo: la convinzione che l’attuale proprietà abbia “infangato” una tradizione calcistica ultracentenaria, allontanando il club dai suoi valori identitari. Per molti tifosi, l’unico augurio accettabile in occasione dell’anniversario sarebbe un cambio di proprietà, visto come condizione necessaria per restituire dignità e futuro al calcio cosentino.
“Gli auguri ce li meritiamo noi, voi dovete solo andarvene”, scrive un utente, sintetizzando il sentimento diffuso. Altri parlano apertamente di vergogna, chiedendo rispetto per la storia della città e per una tifoseria che da oltre un secolo sostiene i colori rossoblù.
Una frattura sempre più profonda e insanabile
Quello che doveva essere un momento di unità si è rivelato un boomerang mediatico. L’apertura ai commenti, nel giorno più simbolico dell’anno, ha certificato una frattura profonda e apparentemente insanabile tra la dirigenza del Cosenza Calcio e il suo popolo.
Se l’obiettivo del club era rilanciare un messaggio di appartenenza e orgoglio, il risultato è stato l’esatto opposto: una contestazione che lascia emergere con chiarezza una richiesta ormai non più negoziabile per gran parte della tifoseria: la cessione del club come unica via

