COSENZA – Il mondo del calcio calabrese e nazionale piange la scomparsa di Carmelo Miceli, morto improvvisamente a 67 anni nel primo pomeriggio a Rende. L’ex difensore, uno dei più forti liberi della sua generazione, è stato stroncato da un infarto mentre stava passeggiando nei pressi del Cinema Garden. Secondo le prime ricostruzioni, Miceli avrebbe chiesto aiuto ai passanti, immediatamente allertati i soccorsi. Nonostante il rapido intervento del 118 e multipli tentativi di rianimazione, il suo cuore non ha più ripreso a battere.
Carmelo Miceli talento nato a Cosenza e cresciuto nel Rende
Nato nel 1958 a Cosenza, formatosi calcisticamente nel Rende, Miceli è stato l’unico calciatore rendese a raggiungere la Serie A, vestendo le maglie di Lecce e Ascoli. Il suo nome resta però legato in modo indissolubile al club salentino: con il Lecce ha disputato quasi 330 partite in 11 stagioni, diventando uno dei simboli più rappresentativi della storia giallorossa e contribuendo nel 1985 alla prima storica promozione in Serie A.
Nel corso della sua carriera ha indossato anche le maglie di Catanzaro (61 presenze e 2 reti), Ascoli (21 presenze) e del Nola, chiudendo un percorso professionale che lo ha visto sempre apprezzato per carisma, eleganza e rigore tattico.
Il ricordo del Lecce: “Un capitano leggendario”
L’Unione Sportiva Lecce, in una nota carica di emozione, ha ricordato Miceli come uno dei pilastri della propria storia recente: «Con le sue 331 presenze complessive tra Serie A e B è il terzo giocatore più presente di sempre. Indimenticabile la sua corsa verso la curva giallorossa dopo il gol al Cesena, dedicato ai compagni Ciro e Michele, scomparsi in un incidente stradale».
Parole che confermano il legame profondo tra Miceli e la tifoseria salentina, che lo ha sempre considerato un vero capitano dentro e fuori dal campo.
Una carriera anche in panchina: passione e competenza
Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Carmelo Miceli ha intrapreso la carriera da allenatore, iniziando dal Settore Giovanile del Cosenza. In seguito ha guidato il Messina in prima squadra ed è stato vice allenatore sia nel Cosenza sia nel Catanzaro. Numerose le sue esperienze nel calcio dilettantistico calabrese, con panchine a Corigliano, Rossanese, Palmese, Montalto e Roggiano.
Era spesso presente sugli spalti dei campi italiani, anche per seguire il figlio impegnato nelle categorie professionistiche.
Il cordoglio del Cosenza Calcio
La società rossoblù ha espresso il proprio dolore con un comunicato ufficiale:
«Il Cosenza Calcio si unisce al lutto della famiglia Miceli per la perdita di un uomo che ha rappresentato un punto di riferimento per il calcio italiano e per la nostra città. Carmelo ha lavorato per tre stagioni nel nostro club, ricoprendo con dedizione vari ruoli tecnici dalle giovanili fino alla prima squadra».
Una perdita che colpisce tutto il calcio
La morte di Carmelo Miceli lascia un grande vuoto non solo tra ex compagni, colleghi e allenatori, ma anche tra i tifosi di tutta Italia che ne hanno apprezzato professionalità, temperamento e umanità.
Un simbolo del calcio calabrese, un protagonista della storia del Lecce e un uomo amato e rispettato da tutti.



